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Il 3 novembre del 2005 i pm Antonio Ingroia e Domenico Gozzo, pubblica accusa al processo palermitano di primo grado contro il senatore Marcello Dell'Utri (poi condannato in appello a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa), depositano una richiesta di appello incidentale. E chiedono un aumento della pena inflitta un anno prima dai giudici del Tribunale di Palermo all'imputato: da 9 a 11 anni.
La richiesta nasce principalmente dall'emergere di nuove prove, nell'ambito di altri procedimenti penali. Tra queste una telefonata tra i figli del defunto Vito Ciancimino.
In apertura il documento si sofferma sulla storia dei rapporti tra l’ex sindaco di Palermo e l’imputato, più volte citati nel corso dell’istruttoria dibattimentale di primo grado e riscontrati negli atti del procedimento a carico di Massimo Ciancimino. I quali, scrivono i pm, hanno permesso di raccogliere una ulteriore prova sui rapporti intercorrenti tra don Vito “e l’allora nascente Fininvest in cui ruolo essenziale di ambasciatore del gruppo nel rapporto con tutti gli appartenenti a Cosa Nostra rivestiva certamente Marcello Dell’Utri”.
L'intercettazione non verrà acquisita al processo di secondo grado, ma rimane un rilevante documento storico.

Sono le 14:27 del 5 marzo del 2004 quando viene registrato il colloquio tra Massimo e Luciana Ciancimino.

M: CIANCIMINO Massimo
L: CIANCIMINO Luciana

L: Minchia, mi telefonò Gianfranco … ah, ti conto questa … all’una meno venti mi arriva un messaggio …
M: L’altra volta l’ho incontrato in aereo
L: Eh… il 27 marzo, a Palermo … per i dieci anni di vittoria di Forza Italia, viene Silvio Berlusconi. È stata scelta Palermo perché è la sede più sicura … eh … previsione …. In previsione saremo 15 mila …
M: Ah
L: …eh allora io dissi mischia sbaglia, e ci scrivo stu messaggio: “rincoglionito, a chi lo dovevi mandare questo messaggio, sucunnu mia sbagliasti” … in dialetto, eh …eh (ride) e mi risponde: “suca” … eh (ride) … mezz’ora fa mi chiama e mi fa: “Mischia ma sei una merda” e allora ci dissi “perché sono una merda”. Dice, hai potuto pensare che io ho sbagliato a mandare … io l’ho mandato a te siccome so che tu lo vuoi conoscere … io ti sto dicendo che il 27 marzo …
M: E, digli che c’abbiamo un assegno suo, se lo vuole indietro ..
L: (ride) Chi, il Berlusconi?
M: Si, ce l’abbiamo ancora nella vecchia carpetta di papà…
L: Ma che cazzo dici
M: Certo
L: del Berlusca
M: Si, di 35 milioni, se lo si può glielo diamo


ANTIMAFIADuemila N°47

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