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Di estremo interesse è l'intercettazione telefonica tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l'allora Presidente della Regione Salvatore Cuffaro all'indomani dell'arresto dell'imprenditore Michele Aiello, il 5 novembre 2003. L'ingegnere Aiello, amico dell'attuale Senatore Cuffaro nonché suo sostenitore politico, era stato incriminato per aver costituito una rete informativa segreta che veicolava informazioni top- secret sulle indagini antimafia ai boss mafiosi di Bagheria. Città, a due passi da Palermo, usata da Provenzano e Matteo Messina Denaro per trascorrere parte della loro latitanza. La rete "d'intelligence" di Aiello era costituita anche da due marescialli in servizio negli uffici dell'antimafia: Giuseppe Ciuro, della Dia, operante nella stanza del dott. Ingroia e Giorgio Riolo, il più competente agente del Ros nell'installazione di microspie e telecamere, preposto alla cattura dei latitanti.
Cuffaro, già indagato per concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta sulle intercettazioni a casa del capo mandamento di Brancaccio Giuseppe Guttadauro, manifestava al Presidente del Consiglio un certo impaccio per un'inchiesta che da lì a poco avrebbe coinvolto anche lui. Infatti 15 giorni prima del blitz aveva allertato Aiello, grazie a una provvidenziale fonte romana, dell'iscrizione nel registro degli indagati dei due militari che erano indicati nei registri della Procura con nomi di copertura. Cuffaro sarà quindi indicato dagli inquirenti come l'ennesima "talpa" del sistema spionistico che proteggeva l'Ingegnere vicino a Provenzano dalle indagini dell'antimafia.
L'intercettazione che riportiamo qui sotto poteva essere utile ad approfondire le eventuali soffiate che l'ex Governatore aveva avuto a Roma ma una sentenza ha deciso per la sua eliminazione.   

È il 12 novembre 2003 e Salvatore Cuffaro parla del "linciaggio morale" che starebbe subendo.

Berlusconi: «Stai sereno, perché guarda che io ne ho passate di tutti i colori con la famiglia... Guarda solo come stamattina sono illustrato in una vignetta in prima pagina sull'Unità...».

Cuffaro: «Con quello che ha scritto l'Unità su di te e su di me c'è da farne un'enciclopedia». Berlusconi: «Comunque tu stai sereno perché ho buone notizie come tu avrai... dall'interno dell'ufficio che si sta interessando di queste cose, per cui ho notizie
buone, c'è un orientamento positivo da parte del ...».

Cuffaro: «Ma spero che si rendano conto che io non c'entro niente, insomma»

Berlusconi: «Ma sì, appunto... noi ti sosteniamo come un sol uomo, senza nessuna possibilità...».

Cuffaro: «Ti assicuro che la tua telefonata è una cosa importante... per l'affetto che mi hai dimostrato...»

Berlusconi: «Lo so c'è bisogno prendo l'aereo, vengo giù a Palermo, faccio di tutto... Comunque non succederà assolutamente niente».

Il 10 gennaio 2004 le microspie registrano un'altra conversazione.

Berlusconi: «La ragione principale per cui ti telefono, il ministro degli Interni... mi ha parlato e mi ha detto che tutta la ...è tutto sotto.... Sotto controllo».

Cuffaro: «Sì, ma io sono tranquillo, avendo la coscienza a posto... è solo... bisogna aspettare».

Berlusconi: «Non basta... sai non basta...»

Cuffaro: «ci sono i giornali che fanno un poco di schifo, qualche magistrato che fa un poco di bizze».

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