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Ma quale differenza c’è tra i soldi mafiosi riciclati e reinvestiti in edilizia scadente ed edilizia scadente come investimento per guadagnare più soldi leciti?
E’ più criminale un mafioso che uccide per guadagnare o un costruttore che per guadagnare uccide? Qual è la linea di demarcazione dello spessore criminale, se non il risultato del delitto?
Oltre alle infiltrazioni mafiose ci dovremmo preoccupare anche delle infiltrazioni imprenditoriali. E perché queste non avvengano, ne le une ne le altre, il controllo del loro operato deve essere serrato, dettagliato, implacabile e perché righino dritto devono avere il terrore di sanzioni pesantissime e condanne esemplari, di indagini accurate e una esigenza di efficienza da parte del cittadino non negoziabile.
Certo questo significa snellire le burocrazi
e e affinare i metodi di
assegnazione degli appalti, affidare il lavoro a gente fidata e
responsabile e pretendere. Pretendere che non vi siano sprechi, che non vi siano errori, che non vi siano ladri. Ladri di onesti guadagni, ladri di progetti e ladri di vite vissute e ancora da vivere.
Tutto questo può avvenire solo se esperti e investigatori possono svolgere liberamente e rigorosamente il proprio lavoro e se l’informazione svolge il suo ruolo di cane da guardia e non certo se i giornalisti non allineati con le comunicazioni ufficiali vengono cacciati dal capo campo di
turno che si irrita immediatamente appena
una famiglia disastrata insiste per farci vedere e fotografare le loro
condizioni. E il carabiniere di guardia, di malavoglia e in imbarazzo,
viene costretto ad accompagnarci all’uscita, ma lo fa molto lentamente
lasciandoci la possibilità di scambiare ancora quattro chiacchiere con
la gente. Che chiede, che vuol sapere cosa succede fuori e che ci è
venuta incontro non appena abbiamo varcato i cancelli con in mano
qualche giornale.A informarli ci pensa Angelo. Si è inventato una redazione in una capannetta di legno dietro al campo da rugby che qui è quasi più amato del calcio. Con una sistemazione di fortuna, ed è eufemismo, ha impiantato due computer e una stampante in A3 da dove esce ogni giorno “Sollevati Abruzzo”, un foglio a due facciate che raccoglie le notizie che non si leggeranno mai nei quotidiani e non si sentiranno mai ai tg, distribuito nei campi, alla gente, agli unici veri protagonisti della tragedia.
