Dal caso Almasri al ruolo dei servizi nelle stragi. Intervista di Giorgio Bongiovanni
"I depistaggi che hanno caratterizzato le stragi del novantadue e del novantatré sono il copia incolla degli stessi depistaggi che hanno caratterizzato le stragi neofasciste".
"Che l'Italia sia stata condannata a essere una colonia degli Stati Uniti, un paese a sovranità limitata è una verità storica". "Sulla partecipazione di servizi alle stragi del novantadue novantatré io credo che ci sono tanti elementi che ci fanno che sono come un filo d'Arianna che ci portano in quella direzione".
Sono alcune delle considerazioni che l'ex Procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, oggi senatore del Movimento Cinque Stelle, fa in questa seconda parte dell'intervista con il direttore, Giorgio Bongiovanni. "I misteri che ci sono dietro le stragi - sostiene - non sono una storia del passato, ma sono una storia che ha attraversato il tempo che arriva sino ai nostri giorni e che c'è una attività costante per cercare in tutti i modi di chiudere una saracinesca su questo passato, di fare passare la narrazione che sono state soltanto stragi di mafia che non c'è stato il coinvolgimento di apparati di servizi di mandanti esterni". Tra gli argomenti affrontati anche l'evoluzione dei rapporti tra mafia e potere, i motivi che pochi anni fa hanno portato Cosa nostra a porre in essere progetti di attentato nei confronti di magistrati come Nino Di Matteo e lo scandalo del caso Almasri di cui l'avvocato Luigi Li Gotti ed il giornalista Saverio Lodato scrivono nel libro “Stragi d’Italia. Il caso Almasri e tutto quello che Giorgia Meloni e il governo non vogliono ammettere” (edito da Fuoriscena).
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