Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Il sostituto procuratore nazionale antimafia alla presentazione del libro "Stragi d'Italia"

"Io penso che i cittadini debbano comprendere che far prevalere i ‘No’ al referendum, bocciare questa riforma così pericolosa, costituirebbe un argine importante al dilagare di un sistema che, a livello nazionale e internazionale, vuole sempre più concentrare ogni potere nelle mani dell'esecutivo, a scapito degli altri poteri: potere legislativo e potere giudiziario. Così tradendo l'essenza fondamentale di ogni democrazia, la separazione dei poteri, il bilanciamento in termini di pesi e contrappesi tra le varie articolazioni del potere. Io spero che il popolo dia un segnale preciso a chi pensa, e sono sempre più in Italia e altrove, che le ragioni della forza debbano prevalere su quelle del diritto e della democrazia. Ed è il momento di una vera e propria resistenza costituzionale, della difesa dei principi fondamentali della nostra Carta costituzionale. E non ci possiamo più sottrarre a questo obbligo di resistere in nome della nostra Costituzione". È stato questo il durissimo monito del sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo durante l'incontro tenutosi ieri sera al Teatro Garbatella di Roma. L’evento, dedicato alla presentazione del libro “Stragi d’Italia” (ed. Fuoriscena) dell'avvocato Luigi Li Gotti e dello scrittore e giornalista Saverio Lodato, è intitolato “Difesa della Costituzione e ricerca della verità: Perché votare NO al Referendum”. 
Di Matteo ha ricordato che oggi assistiamo "al tradimento di precetti costituzionali, al tradimento dell'articolo 3 della Costituzione, soprattutto nella sua parte precettiva del secondo comma che impone alla Repubblica di rimuovere tutti gli ostacoli per la realizzazione effettiva dell'eguaglianza di tutti i cittadini".


stragi ditalia

La maggioranza politica che oggi siede al Governo vuole modificare la "Costituzione invece di applicarla nei suoi principi fondamentali, quelli del diritto alla salute, del diritto al lavoro, dell'iter di formazione delle leggi che non può diventare ordinariamente quello dei decreti legge, che sarebbero legati invece a una situazione particolare di eccezionalità, di necessità e di urgenza. E questa è una riforma - non voglio scendere nello specifico anche perché non c'è il tempo - che parte da grandi mistificazioni. La prima: quella che si tratterebbe di una riforma della giustizia, di una riforma che eviterebbe le patologie della giustizia. Questa è una riforma che non incide minimamente sui veri problemi della giustizia, che sono la lentezza dei processi, sono i problemi legati all'esigenza di certezza della pena, alle garanzie di indagati e imputati, al diritto alla verità delle vittime dei reati e di tutti i cittadini, all'inadeguatezza di un sistema carcerario in cui le nostre strutture carcerarie, oltre a essere invivibili per i detenuti, stanno diventando delle vere e proprie agenzie del crimine in cui si realizzano all'interno e vengono pianificate per l'esterno azioni criminali. Non c'è nulla di tutto questo, non c'entra nulla questa riforma con una asserita aspirazione a rendere la giustizia migliore". Quindi questa non "è una riforma della giustizia, è una riforma della magistratura, è una riforma contro l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, e quindi è una riforma contro i cittadini, che nell'autonomia e nell'indipendenza della magistratura devono trovare lo scudo rispetto a qualsiasi abuso del potere". Assistiamo "quotidianamente al tradimento di valori costituzionali" - e il caso del criminale Osama Almasri "è l'ennesima dimostrazione" - come quello contenuto nell'articolo 11 "per cui l'Italia ripudia la guerra. Ripudiare significa rifiutare, significa combattere contro ogni forma di aggressione internazionale fuori dalle regole. E questo non è avvenuto in Italia, non è avvenuto per la vicenda del vergognoso, il famoso genocidio dei palestinesi, non sta avvenendo nemmeno in questi giorni per la guerra di aggressione di Israele nei confronti dell'Iran". 

ARTICOLI CORRELATI 

Referendum, Di Matteo: delegittimati i magistrati, serve resistenza costituzionale 

''Toccare la Costituzione significa uccidere di nuovo Paolo Borsellino''

Votiamo NO 

''Stragi d'Italia'', il libro di Saverio Lodato e Luigi Li Gotti stasera a ''Otto e Mezzo''

''Stragi d'Italia'': in uscita il 30 settembre il libro di Luigi Li Gotti e Saverio Lodato

Tutto ciò che il governo nasconde sulle stragi d’Italia fino al caso di Osama Almasri
di Giorgio Bongiovanni  

Caso Almasri, Li Gotti: ''Denuncia al Governo? Un atto giudiziario, non un favore a Meloni''

La destra ha vinto la sua battaglia per l'egemonia

Lodato: la lotta alla mafia è tornata all'età della pietra, prima di Falcone e Borsellino

Saverio Lodato: ''Si nasconde via D'Amelio per nascondere la storia delle stragi d'Italia''  

Lodato: ''Preso atto della querela della Colosimo, valuto possibile denuncia per calunnia''    

  

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos