Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Il segretario generale della Cgil: "Tra diritti negati e nuovi decreti la democrazia è sotto attacco"

L'impegno per il "No" al Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo prossimo; la difesa della Costituzione; la scelta, netta e decisa, di promuovere un'antimafia sociale, capace di intervenire sulle disuguaglianze, sul lavoro precario e sui diritti negati. Sono questi alcuni degli argomenti che il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, affronta in questa intervista al nostro caporedattore Aaron Pettinari. "Per far funzionare meglio la giustizia non c'è bisogno di cambiare la Costituzione, ma bisogna applicarla - dice con fermezza - I cittadini devono sapere che non è cambiando la Costituzione che si affrontano i loro problemi. La Costituzione dice che la magistratura e la giustizia debbono essere indipendenti, autonome. La legge deve valere per tutti nello stesso modo. Questo è il punto che loro (chi è al Governo) vogliono cambiare". 

Secondo Landini in questo momento c'è anche una forte volontà di reprimere il dissenso mettendo in discussione diritti fondamentali. "Noi abbiamo lavoratori delegati, funzionari sindacali che semplicemente perché hanno manifestato in alcuni casi per il rinnovo del contratto nazionale in altri casi hanno manifestato contro la guerra per la pace per fare in modo che nessun popolo, a partire dal popolo palestinese ma anche dal popolo ucraino, sia costretto oggi a morire sotto le bombe o a morire in una certa direzione, sono indagati perché manifestare sta diventando un reato. Provvedimenti che sono assolutamente sbagliati".

Questa logica securitaria viene portata avanti sfruttando episodi come gli scontri alla manifestazione di Torino. Poi però accadono fatti gravi come a Rogoredo. Landini parla di "figuraccia" e di "uso strumentale pericoloso che le forze di governo fanno di qualsiasi cosa succede". "Siamo al tentativo di cambiare la realtà, di mistificare la realtà, di sfruttare qualsiasi disagio che esiste per ragioni politiche e strumentali. Trovo che su Rogoredo sia folle quello che è avvenuto. Abbiamo vice presidenti del Consiglio, ministri che hanno fatto dichiarazioni assurde che si dimostrano totalmente false. Quando uno ha una responsabilità deve essere responsabile. E la responsabilità vuol dire che in alcuni casi stai anche zitto e ti informi prima di dire delle cavolate e soprattutto che non utilizzi tutto quello che succede, perché quando uno è al governo dovrebbe avere responsabilità verso tutti i cittadini, perché loro governano anche per noi". 

Infine il segretario generale della Cgil, dopo aver ricordato i prossimi impegni sindacali anche sul fronte della legalità, in particolare per cambiare la legge sugli appalti (dove spesso girano anche gli interessi delle mafie), evidenzia l'importanza di un impegno culturale anche per giungere ad una verità sulle stragi di Stato. "Vedo un tentativo in corso di riscrivere o di cambiare la storia del nostro Paese. Questo passa attraverso anche il voler cambiare e cancellare la nostra Costituzione. Perché è bene avere presente un dato fondamentale. Se siamo una Repubblica democratica fondata sul lavoro e perché i nostri padri, i nostri nonni, le nostre madri, le nostre nonne hanno sconfitto il nazismo e il fascismo. Senza di questo non ci sarebbe libertà nel nostro Paese". E poi ancora: "Quando vedo il tentativo di riscrivere la storia o di dire che se oggi c'è un conflitto sociale siamo al ritorno alle Brigate Rosse tentano di motivare provvedimenti che limitano la libertà o il diritto di manifestare come elemento di contrasto. Stanno raccontando delle balle perché da un lato non stiamo tornando a quel tempo e dall'altra parte stanno mettendo in discussione che se esiste la democrazia è grazie alla Costituzione". 

ARTICOLI CORRELATI

Gratteri: ''Democrazia a rischio. Riforma non è per i cittadini, ma per il potere''

Antonio Ingroia sulla riforma della giustizia: perché votare 'No' al referendum

Di Matteo: ''Riforma Nordio va contro la magistratura, attacca l'autonomia e l’indipendenza''

Bongiovanni: ''Riforma per fermare i pm che cercano la verità sulle stragi''

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos