Augias: "Il libro di Lodato va oltre Buscetta, racconta come Cosa nostra affermò la 'piovra' sull'isola"
Nelle due recenti puntate de La Torre di Babele, in onda su La7, Corrado Augias ha dedicato uno speciale alla storia di Cosa nostra. Nel fare ciò Augias ha fatto riferimento a un libro che aiuta a comprendere quella stagione cruciale: il volume di Saverio Lodato “La mafia ha vinto” pubblicato da Mondadori. “Un libro che il giornalista Saverio Lodato ha scritto dopo aver intervistato il collaboratore di giustizia – dice Augias –. È un libro interessante perché non si limita a raccontare la storia di Tommaso Buscetta, ma la storia di come Cosa nostra affermò la ‘piovra’, ovvero il suo potere nell’isola”. Un’osservazione che restituisce la portata storica della vicenda: non solo la parabola di un uomo, ma l’ascesa sistemica del potere mafioso in Sicilia.
Le due puntate hanno ruotato attorno al Maxiprocesso di Palermo, che ha celebrato i suoi quarant’anni e che rappresentò una svolta decisiva nella lotta alla mafia. Celebrato nell’aula bunker – oggi intitolata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – il processo riconobbe per la prima volta Cosa nostra come organizzazione unitaria, dotata di una struttura verticistica e di una regia comune. L’impianto accusatorio, costruito dal pool antimafia, segnò uno spartiacque nella storia repubblicana, dimostrando che lo Stato poteva colpire la mafia nella sua interezza e non soltanto attraverso singoli procedimenti isolati.
In questo quadro si inserisce la figura di Buscetta, al centro del documentario Our Godfather: The True Story of Tommaso Buscetta di Max Franchetti e Andrew Meier (UK, 2019), presentato durante lo speciale. Il film restituisce la complessità del primo grande collaboratore di giustizia: non solo un “pentito”, ma un uomo che, dopo aver vissuto all’interno di Cosa nostra, contribuì in modo determinante a svelarne gerarchie, codici e strategie. Le sue dichiarazioni permisero ai magistrati di ricostruire l’organigramma della cupola e di sostenere l’impianto del Maxiprocesso.
Nel corso delle puntate, Augias ha inoltre ribadito il valore dell’azione della magistratura in quella stagione cruciale. “Due valorosi magistrati che dovremmo tenere a mente ogni qualvolta che si sente criticare la magistratura - ha detto Augias riferendosi a Falcone e Borsellino -. La magistratura italiana obbedisce alla legge e se talvolta sbagliano, cosa che può accadere come in ogni professione, più spesso è colpa di leggi malfatte o affastellate l’una sull’altra in un groviglio da districare”.
A quarant’anni dal Maxiprocesso, il racconto proposto da Augias assume così il valore di una riflessione civile sul presente. Il libro di Lodato, il documentario su Buscetta e la memoria dell’aula bunker di Palermo convergono in un’unica direzione: ricordare che la lotta alla mafia è stata, ed è ancora, una questione di verità, responsabilità istituzionale e coscienza collettiva contro un oblio istituzionale che si fa sempre più strada.
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La rubrica di Saverio Lodato
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