Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

L’intervento del criminologo forense su Dark Side

Un documento potrebbe contenere importanti informazioni riguardanti i misteri d'Italia che passano attraverso lo stragismo, la Falange Armata, la sezione K, la settima divisione del Sismi (quella che comandava Gladio), la tragedia Moby Prince e la banda della Uno Bianca.
Le carte sono ora nelle mani del criminologo forense Federico Carbone, come rivelato da lui stesso in una puntata di Dark Side condotta da Gianluca Zanella; originariamente le carte erano nelle mani di uno dei consulenti della commissione d’inchiesta parlamentare per la strage Moby Prince, avvenuta il 10 aprile del 1991. Questo documento, come riportato dallo stesso Carbone, sembra essere stato “prodotto dalla stessa mano” che ha redatto un altro incartamento riguardante l’omicidio del maresciallo incursore Marco Mandolini, avvenuto il 13 giugno 1995.
Mandolini è un punto centrale: la sua figura è un tassello di quella linea che porta all’omicidio di Vincenzo Li Causi, comandante del centro segreto Scorpione di Gladio vicino a Castelvetrano.
Mandolini, come riporta il documento nelle mani del criminologo, sarebbe stato intraneo al Sismi. Un fatto mai certificato, fino ad ora. Il centro Scorpione, inoltre, in base ad altri documenti desecretati negli anni precedenti, è cruciale per ricostruire le dinamiche che portarono al fallito attentato dell’Addaura contro il magistrato Giovanni Falcone del 21 giugno 1989: parlano di due esercitazioni della NATO controllate dal centro Scorpione, guidato da Vincenzo Li Causi, che all’epoca usava il nome falso di Maurizio Vicari. Lui avrebbe dovuto seguire un’operazione che prevedeva l’uso di candelotti di dinamite. 



Le cronache raccontano che proprio quel giorno questi candelotti di dinamite furono davvero trovati in una borsa. Ma non è tutto: il giorno dopo venne emesso un nuovo ordine, in un altro documento, che disponeva il recupero di quel materiale. Il punto indicato era precisissimo, a pochi metri dalla villa di Giovanni Falcone. Oltre a questo, sempre nel documento rinvenuto tra le carte della Moby Prince, ci sono i nominativi della lista Fulci, di ‘uomini degli apparati’, e collegamenti con ‘i diversi armatori, con diverse fabbriche, che producevano armi come la Oto Melara di La Spezia. Ad esempio, ho trovato documenti in cui ci sono dei trasporti d'armi supervisionati da Marco Mandolini che prevedevano la consegna di casse presso il centro d'addestramento speciale Scorpione di Trapani, con la supervisione di Mandolini”, ha ricostruito Carbone. “Sempre nel corso delle indagini su Marco Mandolini ebbi modo di ascoltare, di interrogare un agente dei servizi americani, un operativo della CIA, un militare, addirittura un generale, il quale mi confidò che in qualche modo loro avessero avuto una sorta di interesse, per non dire insomma un'operatività; comunque limitiamoci a dire degli interessi affinché in quegli anni si compissero determinati aspetti. Non è la prima volta che racconto questa storia, è chiaro che comunque si può prestare a interpretazioni a vario titolo, però io ritengo che sia le versioni nere sia le agenzie di intelligence di altri Paesi abbiano avuto un ruolo operativo, e poi ricordiamo che Gladio è una creatura della NATO. Quindi dobbiamo partire da questo dato oggettivo”, ha poi aggiunto.

Rielaborazione grafica by Paolo Bassani 

ARTICOLI CORRELATI

Stragi '92: i presunti legami di Giovanni Tinebra con la loggia massonica 'Terzo Oriente'

Commemorazione Marco Mandolini, Carbone: ''Si era opposto a dei pezzi deviati dello Stato''

Federico Carbone e Massimiliano Giannantoni: il ruolo delle donne nelle stragi del '92 - '93

La Cia scelse Cosa Nostra. L’alleanza criminale dietro Capaci e l’omicidio di J.F. Kennedy

   

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos