Stragi ’92: stasera gli audio esclusivi di Report in onda su Rai 3
Nuovo appuntamento con Report e le sue inchieste oggi, domenica 4 gennaio, alle 20.30, su Rai 3 e RaiPlay. Il primo servizio a cura di Paolo Mondani, con la collaborazione di Marco Bova e Roberto Persia, è intitolato "La banalità del nero". Report torna a occuparsi delle stragi degli anni '90, ricostruendo gli ultimi giorni di lavoro di Paolo Borsellino e le sue indagini sulla morte dell'amico Giovanni Falcone. Report stasera svelerà che il Gip di Caltanissetta Graziella Luparello ha rigettato nuovamente la richiesta di archiviazione dei pm di Caltanissetta per l’indagine sui “mandanti esterni” delle stragi del 1992.
Un primo rigetto c’era già stato nel maggio 2022: la gip aveva ordinato alla procura di eseguire 32 punti, come avevamo già scritto in ANTIMAFIADuemila in un precedente articolo.La nuova ordinanza di rigetto porta la data del 19 dicembre scorso e ordina ulteriori indagini, fra le quali anche “attività a sorpresa” che non sarebbe stata eseguita perché la Procura nissena ha proposto ricorso per Cassazione contro il provvedimento del gip per supposta abnormità.
Gli audio che riconducono alla ‘pista nera’ e gli sproloqui di Gasparri
Verrà fatta sentire una voce che torna dal passato: quella di Alberto Lo Cicero, collaboratore di giustizia, che racconta ad un pm il 5 giugno 2007 i sopralluoghi che Stefano Delle Chiaie (fondatore del movimento neofascista Avanguardia Nazionale poi sciolto ex lege nel 1976) avrebbe compiuto sui luoghi della strage di Capaci. L’audio, un’esclusiva di Report, documenta un interrogatorio condotto dal magistrato Gianfranco Donadio. Lo Cicero racconta di aver visto Delle Chiaie a Palermo nel 1992, in contatto con ambienti mafiosi, e cita l’incontro con il boss Mariano Troia, detto ‘u Mussolini, arrestato nel 1998 e morto nel 2010. Ma soprattutto parla dei suoi colloqui con Paolo Borsellino, a cui avrebbe riferito sospetti e movimenti anomali. Non è solo. A rispondere alle domande del pm Donadio c’è anche Maria Romeo, compagna di Lo Cicero e sorella dell’autista personale di Delle Chiaie. La Procura di Caltanissetta, guidata da Salvatore De Luca, non ha mai creduto a Maria Romeo ma l’audio che manderà in onda Report dimostrerà che le dichiarazioni del “pentito” non sono poi tanto “presunte”.
Il 5 giugno del 2007 Lo Cicero parla di Delle Chiaie in un colloquio investigativo (inutilizzabile processualmente) con l’allora braccio destro del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Il colloquio non diede luogo a un atto di impulso allora. Solo nel 2021 la Dna diretta da Federico Cafiero de Raho e soprattutto l’allora Procuratore Generale di Palermo, oggi senatore, Roberto Scarpinato valorizzeranno la ‘pista nera’ e il contributo di Lo Cicero, morto nel novembre 2007, e della compagna Maria Romeo.
Lo Cicero aveva detto nell'interrogatorio di aver visto Delle Chiaie a Palermo nel 1992 e raccontò di un incontro nel '92 tra il neofascista, fondatore di Avanguardia nazionale, morto nel 2019, e il boss Mariano Tullio Troia. "Troia andava da Delle Chiaie?", aveva chiesto il magistrato. "No, Delle Chiaie andava da Troia. Penso che direttamente la mano viene da lui", aveva detto Lo Cicero, che ricordò di aver "visto la macchina blu più di una volta" sul luogo della strage di Capaci, "con dentro Delle Chiaie. Erano in tre". Alla domanda se "il discorso di Capaci fu portato da Delle Chiaie", Lo Cicero aveva risposto che "fu portato dalla politica" e che "l'ultimo pezzo l'ha fatto Delle Chiaie".
Tutti questi elementi per il procuratore nisseno Salvatore De Luca valgono ‘zero tagliato’, come aveva già detto in commissione antimafia.
In molti non condividono questa valutazione; come Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso in via d’Amelio, che sul suo profilo Facebook ha commentato: “A fronte di quanto ascoltato nella puntata di Report, per quanto portato avanti dalla Procura di Caltanissetta non si può più parlare di depistaggio ma di vero e proprio occultamento delle prove. E la deposizione del Procuratore De Luca alla Commissione Parlamentare Antimafia, non secretata, si configura come un atto pubblico di sottomissione ai voleri del Governo di eliminare e nascondere la partecipazione dell'eversione di destra alle stragi di Capaci e di Via d'Amelio". "All'udienza del 22 settembre 2025 davanti alla Gip di Caltanissetta dottoressa Graziella Luparello, il mio difensore, chiedendo il rigetto della richiesta di archiviazione formulata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta, ha chiesto anche l'acquisizione di tutti i verbali di colloquio investigativo effettuati dal sostituto procuratore nazionale antimafia Gianfranco Donadio nel 2007 con Alberto Lo Cicero, Maria Romeo e Walter Giustini. Con ordinanza del 19 dicembre 2025 la Gip di Caltanissetta, accogliendo le richieste del mio difensore, ha rigettato la richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica e ha ordinato alla stessa Procura della Repubblica ulteriori indagini. Va da sé - ha continuato Borsellino - che la dottoressa Luparello ha anche disposto l'acquisizione dei verbali di colloquio investigativo effettuati dal dottor Donadio, visto anche che alla stessa udienza del 22 settembre 2025 è stato lo stesso Procuratore aggiunto dottor Pacifico, in subordine, a chiederne l'acquisizione integrale. E' dunque con grande soddisfazione che apprendo che nella puntata di Report di stasera saranno finalmente conosciuti i contenuti di quei colloqui investigativi e tutte le nuove risultanze, come detto convalidate dall'ordinanza di un giudice terzo, sulla pista nera sulle stragi di Capaci e via D'Amelio. Per questo, è bene che Report di stasera vada in onda e possa essere seguita con grande attenzione da tutti i cittadini desiderosi di verità e giustizia sulle stragi del 1992".
È evidente che determinate verità fanno ancora paura al sistema di potere che governa questo Paese. E come volevasi dimostrare il solito Maurizio Gasparri a poche ore dalla messa in onda straparla arrivando a dire che esistono “mandanti di questa manovra di Report”, di “antistato dello ‘zerotaglato’ che si contrappone alla verità delle indagini”, di “depistaggio che attenta alla verità sulle stragi di mafia”, dell’esistenza di “un contropotere”. Un’espressione, quest’ultima, che fa intendere quanto i fascisti – assieme ai loro complici mafiosi - abbiano paura di essere smascherati da quella parte di magistratura e giornalismo indipendente che cerca ancora la verità.
Si caro senatore, lo rivendichiamo con orgoglio, noi siamo quel contropotere.
Foto © Shobha
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