
Il magistrato sul “No” al referendum: "In Italia come nel Mondo, la legge del più forte non può vincere sul diritto"
Da Gaza all’Italia, la legge del più forte non può vincere contro il diritto. È il concetto ribadito con forza dal sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo al convegno organizzato dall’associazione “Schierarsi” a Milano per il “No” al referendum sulla separazione delle carriere. Una riforma che avrebbe come conseguenza l’assoggettamento del potere giudiziario al potere esecutivo e, quindi, “la prevalenza della legge del più forte rispetto alle regole del diritto”.
Recentemente il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ricorda Di Matteo, “ha detto che il diritto internazionale è importante, ma fino a un certo punto”. “Non posso pensare che possa prevalere sempre la forza”, commenta il magistrato.
Di Matteo ricorda quindi l’attuale dramma di Gaza: “Per anni siamo stati in silenzio, tranne poche eccezioni, di fronte al genocidio della popolazione palestinese. Anzi, il silenzio si è trasformato in complicità nel momento in cui abbiamo continuato a intrattenere rapporti commerciali e a vendere armi a un governo terrorista come quello israeliano”.
“Adesso che è intervenuta la cosiddetta tregua, anche se, da quello che leggo, il genocidio continua a più bassa intensità, con la morte di centinaia di persone di fame e di freddo a Gaza. E con lo sterminio di palestinesi anche in Cisgiordania. Eppure - continua il sostituto procuratore nazionale antimafia - noi stiamo zitti. E gli strumenti di distrazione di massa ci fanno ogni giorno ascoltare notizie approfondite sull’andamento dell’inchiesta su Garlasco e non ci fanno sapere nulla di quello che avviene dall’altra parte del mondo”.
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