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I consiglieri laici di centrodestra chiedevano il trasferimento d'ufficio dopo che aveva trasmesso la denuncia al Tribunale dei ministri

La Prima Commissione del Consiglio superiore della magistratura ha deciso: la pratica di trasferimento d'ufficio del procuratore della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi va archiviata.
La stessa era stata aperta su richiesta dei consiglieri laici del centrodestra dopo che lo scorso gennaio lo stesso Lo Voi aveva iscritto nel registro degli indagati la premier Giorgia Meloni, i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano, a seguito della denuncia dall’avvocato ed ex politico Luigi Li Gotti in relazione al caso del generale libico Osama Almasri, arrestato in Italia su mandato della Corte penale internazionale e liberato dal governo. Secondo la Commissione dietro a quella scelta non si ravvisa alcuna “anomalia”, né un “intento persecutorio”, ma “una decisione fondata su una legittima e plausibile interpretazione della normativa”.
Che fosse un “atto dovuto” lo aveva evidenziato Li Gotti, autore con Saverio Lodato del libro “Stragi d’Italia. Il caso Almasri e tutto quello che Giorgia Meloni e il governo non vogliono ammettere” (ed. Fuoriscena), sin dal primo momento.

Ricevuta la denuncia di Li Gotti e verificata la sua non manifesta infondatezza, il procuratore, come prevede la legge, aveva iscritto formalmente i membri del governo, trasmettendo subito gli atti al Tribunale dei ministri. Per questo Lo Voi era finito nel mirino del governo, che lo aveva accusato di aver usato la sua funzione a scopo politico. La prima era stata la stessa Premier, Giorgia Meloni, con tanto di video dedicato.


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Così i rappresentanti della maggioranza al Csm avevano presentato nei suoi confronti un esposto disciplinare chiedendo allo stesso tempo l’apertura di una pratica di trasferimento sostenendo che l’iscrizione nel registro degli indagati di un soggetto denunciato non è automatica, ma dev’essere “ponderata” e oggetto di “valutazione nel merito“, ancor di più quando si tratta di reati ministeriali.

Niente da fare, però. La Prima Commissione, con l’unica astensione della consigliera Isabella Bertolini (eletta in quota Fratelli d’Italia) ha proposto a maggioranza l’archiviazione della pratica spiegando che nella condotta di Lo Voi non c’è “alcun profilo di criticità suscettibile di dare adito a profili di incompatibilità ambientale”.
Dunque le decisioni prese rientravano “nell’alveo delle sue valutazioni giudiziarie“, indiscutibili dal Csm ai fini di un eventuale trasferimento d’ufficio.
Anche perché non è emerso “alcun profilo di anomalia, abnormità o comunque di patologica deviazione o sviamento rispetto all’iter” previsto dalle norme.
Inoltre non si ravvisa alcun “intento persecutorio” dal momento in cui lo stesso Procuratore, una volta conclusa l’istruttoria del Tribunale dei ministri, aveva chiesto di archiviare l’accusa di peculato per tutti gli indagati e quella di favoreggiamento per Mantovano. Lo scorso agosto i giudici del Tribunale dei ministri avevano archiviato la posizione della Presidente del Consiglio chiedendo l’autorizzazione a procedere per Nordio, Piantedosi e Mantovano, negata poi dalla Camera. Per quanto concerne invece la questione Lo Voi ora la palla passa al Plenum che voterà l’archiviazione nella seduta di mercoledì.

Del caso Almasri, invece, torneremo a parlare prossimamente su questo giornale con un'intervista esclusiva del nostro direttore, Giorgio Bongiovanni, all'avvocato Luigi Li Gotti.


Foto © Imagoeconomica

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