De Magistris: “Un attacco terroristico israeliano”. La missione umanitaria non si ferma: “Salperemo l’11 settembre verso Gaza”
"Siamo al paradosso: cittadini impegnati per un progetto umanitario contro il genocidio a Gaza trattati come terroristi e il governo criminale di Netanyahu trattato da alleato con tutti gli onori senza nessuna misura concreta, che sia il totale embargo delle armi o sanzioni finanziarie”. Così scrive su X il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, postando la foto dell’imbarcazione della Global Sumud Flotilla che nella notte è stata attaccata da un drone - presumibilmente israeliano - davanti alle coste tunisine. "Italia e Europa si schierino nettamente con i cittadini sulla Global Sumud Flotilla, con accertamenti e azioni forti, concrete. Meloni ci ha messo dalla parte sbagliata della storia", scrive il presidente.
La solidarietà è arrivata anche dagli altri leader dell’opposizione italiana, Avs e Pd, e anche dai sindacati come la CGIL che oggi a Piazzale Aldo Moro a Roma è scesa in piazza come “equipaggio di terra” della più grande missione umanitaria degli ultimi tempi, che ha l’obiettivo di rompere l’assedio a Gaza e consegnare aiuti umanitari alla popolazione stremata dal genocidio.
Anche altri esponenti politici extraparlamentari si sono espressi condannando quanto accaduto al largo di Tunisi. “Esprimo solidarietà piena alla Global Sumud Flotilla, vittima questa notte di un attacco terroristico militare con un drone - ha detto l’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris, in un video -. Il mio appello però va alla presidente del consiglio Giorgia Meloni e al governo italiano che si dicono patrioti, nazionalisti e sovranisti: dovete difendere i nostri connazionali e le persone che stanno portando uno straordinario messaggio di umanità al popolo palestinese, vittima di un genocidio tremendo”.
A dare la notizia dell’attacco con un ordigno esplosivo è stato proprio l’equipaggio della Global Sumud Flotilla. "La nostra missione umanitaria non si fermerà e non sarà influenzata da alcuna minaccia - ha detto -. La Tunisia è un paese sovrano e rifiutiamo qualsiasi assalto al suo territorio. I nostri occhi sono puntati a Gaza". L’imbarcazione in questione è la 'Family Boat' o 'Familia Madeira', la principale della spedizione. Una barca di 35 metri battente bandiera portoghese, che "trasportava i membri del comitato direttivo della Gsf", affermano gli attivisti. Nessun ferito tra l’equipaggio.
Le autorità tunisine hanno subito cercato di smentire la presenza di droni, parlando di un incendio sviluppatosi all'interno dell'unità. Nel corso della mattina sono state smentite da clip diffusa online che mostra un lampo e lo sprigionarsi di fumo a bordo. Oltre alla testimonianza diretta di due attivisti che erano sottocoperta e che hanno sentito e visto l’arrivo del drone.
"La nostra missione pacifica per rompere l'assedio a Gaza continua con determinazione e fermezza", si legge nell'ultima presa di posizione pubblicata dagli organizzatori sui canali social ufficiali. Gli attivisti confermano che l'itinerario resta invariato: il convoglio che riunisce rappresentanti da 44 paesi intende salpare dalla capitale tunisina domani per congiungersi in mare con altre imbarcazioni dirette verso la Striscia. La versione sulle cause dell'incendio resta divergente tra attivisti e autorità tunisine, che hanno aperto un'inchiesta.
La delegazione italiana della Global Sumud Flotilla spiegherà le vele giovedì 11 settembre. "La partenza avverrà da Siracusa e, alle ore 10, è stato organizzato un incontro con la stampa presso il porto”.
Elaborazione grafica di copertina by Paolo Bassani
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