di Jamil El Sadi

Il fondatore di Wikileaks ha lasciato il Regno Unito nella notte e nelle prossime ore arriverà in Australia

Dopo 5 anni di detenzione illegale nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh (Londra); dopo oltre 10 anni di persecuzione giudiziaria internazionale; dopo progetti di attentato da parte della CIA e del Pentagono, finalmente Julian Assange è libero!
Il fondatore di WikiLeaks nelle scorse ore ha patteggiato la pena accettando di dichiararsi colpevole di un reato relativo alla rivelazione di materiale classificato americano, come parte di un accordo con il Dipartimento di giustizia Usa, ponendo fine all'odissea umana e giudiziaria che l'ha visto protagonista per anni.
Solo così ha potuto porre fine alla detenzione illegale nel carcere di Belmarsh in cui era rinchiuso in una cella di 2x3 metri, isolato 23h al giorno in aperta violazione con il diritto internazionale: dichiarandosi colpevole, così da ricevere una condanna a 5 anni di carcere (che ha già scontato) è tornare in Australia, sua terra natia.
Così facendo ha potuto scongiurare il pericolo di essere estradato in Usa, dove avrebbe potuto scontare fino a 175 anni di carcere presso l’ADX Florence, il carcere più duro degli Stati Uniti. Conosciuto anche come l’Alcatraz delle Montagne Rocciose, al cui interno sono reclusi più di 400 detenuti di primo livello, tra cui alcuni membri della famiglia mafiosa Gambino e terroristi internazionali. Un luogo “non fatto per l’umanità”, come lo ha descritto l’ex direttore della prigione Robert Hood.




Il patteggiamento

Il fondatore di WikiLeaks non si recherà direttamente in Australia, come inizialmente riferito dai media internazionali, ma comparirà prima di fronte a un tribunale delle Isole Marianne Settentrionali - un territorio incorporato degli Stati Uniti nel Pacifico - per formalizzare l'accordo di patteggiamento con le autorità statunitensi che gli ha consentito di tornare in libertà. Secondo i media australiani, il volo charter su cui Assange si è imbarcato ieri è atterrato a Bangkok, in Thailandia, da dove procederà poi sino alle Marianne Settentrionali. Dopo aver lasciato il penitenziario britannico di Belmarsh, Assange dovrebbe proclamarsi colpevole del reato di cospirazione ai fini di ottenere e distribuire illegalmente materiali classificati relativi alla difesa nazionale Usa. I termini dell'accordo di patteggiamento sono contenuti in atti giudiziari depositati proprio presso un tribunale distrettuale delle Isole Marianne Settentrionali.
Assange era in attesa di una sentenza dopo più di 13 anni di battaglie legali, prima da recluso nell'ambasciata ecuadoriana di Londra, e poi da detenuto di un carcere di massima sicurezza britannico. Le autorità statunitensi intendevano processare l'editore australiano ai sensi dell'Espionage Act per la pubblicazione da parte di WikiLeaks di numerosi documenti riservati, i cui contenuti innescarono scandali in merito all'operato delle Forze Usa in Iraq, ad attività di spionaggio Usa ai danni dei Paesi alleati e tanto altro. Secondo le autorità federali statunitensi, la pubblicazione dei documenti avrebbe messo a rischio l'incolumità di personale d'intelligence statunitense. Accusa mai provata dagli Stati Uniti.
L’Espionage Act è una legge obsoleta che non fa nessuna distinzione tra chi passa informazioni segrete al "nemico" per soldi, e quindi una spia che tradisce il proprio Paese, e chi invece ha il coraggio di pubblicare documenti segreti per rivelare i crimini di guerra.


assange patteggiamento frame

by X/Wikileaks

La persecuzione giudiziaria

Le battaglie legali di Assange sono iniziate nel 2010, quando il fondatore di WikiLeaks venne arrestato nel Regno Unito per presunte violenze sessuali sulla base di un mandato d'arresto spiccato da un tribunale di Stoccolma. Appena ottenuta la libertà provvisoria, il dicembre di quell'anno, Assange si rifugiò nell'ambasciata londinese dell'Ecuador, sostenendo che le accuse a suo carico fossero un pretesto per estradarlo negli Stati Uniti. Le accuse di stupro vennero presto ritirate, ma Assange trascorse all'interno dell'ambasciata i sette anni successivi, prima di essere arrestato dagli uomini di Scotland Yard che fecero irruzione nella sede diplomatica con l'accusa (falsa) d'aver violato le condizioni della libertà vigilata che gli era stata concessa nel 2010. Da allora Assange è rimasto recluso nel famigerato penitenziario britannico di massima sicurezza di Belmarsh. Durante la detenzione ha sposato la sua ex avvocatessa Stella Moris. Nel 2022 le autorità britanniche avevano approvato l'estradizione di Assange negli Usa dopo il parere contrario inizialmente espresso da un giudice sulla base delle precarie condizioni di salute dell'uomo e del presunto rischio di suicidio.
Infine, lo scorso 20 maggio l'Alta Corte di Londra ha dato una chance al fondatore di WikiLeaks riconoscendo come "non infondate" le argomentazioni della difesa del giornalista australiano sul timore di un processo non giusto oltreoceano e della mancata tutela della libertà di espressione sancita dal Primo emendamento della Costituzione statunitense.



Prime dichiarazioni di Stella Assange e Kristinn Hrafnsson

Stella Assange: "Sono euforica. Non mi sembra vero"

"Sono semplicemente euforica, è incredibile, mi sembra irreale che sia libero": così Stella Assange, in una seconda intervista alla Bbc concessa dopo la scarcerazione del marito Julian dalla prigione londinese di Belmarsh e la sua partenza da uomo finalmente libero verso l'Australia, sua terra natale. La moglie del giornalista e attivista fondatore di WikiLeaks, la quale è avvocato di formazione, ha poi precisato che il patteggiamento con le autorità Usa "sarà reso pubblico" una volta convalidato da un giudice americano domani nelle Isole Marianne. E che si tratta di "un accordo molto interessante". "I nostri figli non sanno ancora che il loro padre sarà libero - ha detto Stella - tutto quello che ho detto loro è che c'era una grande sorpresa". "Ho detto loro che andavamo all'aeroporto, e siamo saliti sull'aereo e ho detto che avremmo visitato la nostra famiglia, i loro cugini il nonno e tutti gli altri - ha continuato Stella - ancora non sanno nulla. Siamo dovuti stare attenti perché nulla può fermare due bambini di 5 e 7 anni se si mettono a gridare qualcosa". "Data la delicatezza della situazione, dovuta al fatto che il giudice deve ancora ratificare l'accordo, abbiamo dovuto fare molta attenzione - ha concluso - dando loro le informazioni poco alla volta". I figli di Assange non hanno mai visto il padre fuori dalla prigione di Belmarsh, dove era rinchiuso dal 2019.
"Il team legale di Assange ha agito nel migliore interesse del proprio cliente, con l'obiettivo di salvargli la vita, data la gravità delle sue condizioni di salute mentale e fisica. Era improbabile che avrebbe potuto resistere a ulteriori vicissitudini lungo i vari gradi della giustizia britannica. Pertanto, questa decisione è stata la migliore", ha commentato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, ai microfoni di Adnkronos. "Tuttavia, resta il fatto che questa persecuzione giudiziaria da parte degli Stati Uniti, senza precedenti e con la complicità di altri stati, non avrebbe mai dovuto iniziare. Rimane il messaggio minaccioso nei confronti di chi vorrà seguire l'esempio di Assange, rivelando informazioni su crimini di guerra di rilevanza e interesse pubblico. Il messaggio è chiaro: attenzione a ciò che fate", ha concluso.


assange arrivo bangkok

L'arrivo di Assange a Bangkok (Video)


Foto di copertina by X/Wikileaks

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