Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Dopo la scena vomitevole di Draghi, Di Maio, Cingolani, Giorgetti, Guerini, Lamorgese e altre suffragette di Erdogan che ad Ankara stringono mani insanguinate, firmano affari sulla pelle dei curdi e se la ridono alle loro spalle, si spera che lorsignori non oseranno mai più tenere lezioni su aggressori e aggrediti, liberaldemocrazie e dittature, invii di armi per difendere i valori occidentali, il diritto internazionale, l’autodeterminazione dei popoli e altri capolavori di ipocrisia. Come se non bastassero i casi di Assange e Khashoggi, due giornalisti liberi immolati sull’altare dell’Occidente (uno detenuto a Londra in attesa di ergastolo negli Usa, l’altro segato a pezzi nell’ambasciata saudita di Istanbul), ora l’indecorosa sfilata di mezzo governo italiano alla corte di Erdogan ha almeno il pregio di liberarci del ciarpame moralistico e tartufesco che avvolge la guerra dal 24 febbraio: non c’è alcun valore o principio né dietro l’aggressione di Putin all’Ucraina né dietro la cobelligeranza della Nato con Kiev. Solo biechi interessi geopolitici, strategici, militari e affaristici. Punto. Non c’è nulla di etico neppure nel rinunciare al gas e al petrolio russi per rimpiazzarli con quelli turchi, egiziani, sauditi, emiratini e algerini: si passa solo da un tagliagole nemico a un tagliagole amico (almeno per ora). E non c’è nulla di etico nel sostituire il gas russo con quello (più costoso, scadente e inquinante) americano: solo i porci comodi degli Usa, che rifilano all’Europa le loro merci avariate, la allontanano dai mercati russo e cinese, la dissanguano con una lunga guerra per procura e la riasservono a sé in una Nato di nuovo americanocentrica.
Torna in mente la frase di Draghi su Erdogan “dittatore di cui si ha bisogno”. Ora il premier lo promuove a “partner, amico e alleato” e lo ringrazia della “calorosa e splendida ospitalità”. Ma anche degli “sforzi per la pace tra Russia e Ucraina” (infatti le ha armate entrambe). Tornano pure in mente i falsi ringraziamenti ai peshmerga curdi per aver combattuto e sconfitto lo Stato Islamico al posto dell’Occidente che ora li tradisce col vergognoso patto Nato di Madrid: sblocco della vendita di armi alla Turchia (in barba alle sanzioni del 2019 dopo l’intervento militare anti-curdi nel Nord della Siria) e impegno di Svezia e Finlandia a scaricare i curdi trattandoli come terroristi. In realtà il peggior terrorismo è quello del regime turco che, violando il diritto internazionale, bombarda i curdi e usa miliziani jihadisti. Ma, se il terrorista è nostro “partner, amico e alleato”, va ringraziato per la “calorosa ospitalità”. E guai a nominare i curdi nella conferenza stampa: la calorosa ospitalità del partner, amico e alleato potrebbe tradursi in un caloroso bombardamento.

Tratto da: ilfattoquotidiano.it

Foto © Imagoeconomica

Ti potrebbe interessare...

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy