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Per l'ex pm: "Si è scelta la magistratura più cauta"

"Penso che per un posto come quello di Procuratore nazionale antimafia bisognava dare un segnale scegliendo non il candidato più cauto ma il candidato che si è più esposto ed è tutt'ora più esposto nell'impegno antimafia e anti criminalità organizzata, soprattutto considerato che la 'Ndrangheta, di cui si è occupato a lungo il dottore Gratteri, è oggi certamente la più pericolosa fra le mafie in Italia e in Europa". Sono state queste le parole dette all'AdnKronos, dell'ex magistrato e oggi avvocato Antonio Ingroia dopo la nomina da parte del plenum del Csm del nuovo Procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo, che ha ottenuto 13 voti contro i 7 del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e i 5 dell'aggiunto della Dna Giovanni Russo. "Fermo restando - ha spiegato Ingroia - che i candidati erano tutti di alto livello professionale, e dunque chi è stato scelto aveva tutte le carte in regola per essere nominato, mi pare, però, che nella valutazione e nella comparazione non siano stati i requisiti professionali a essere valutati, ma è stata scelta ancora una volta la magistratura più cauta, mentre i magistrati più esposti nella lotta contro la criminalità organizzata sono stati penalizzati. I due principali contendenti, Melillo e Gratteri, per la loro storia, per i procedimenti di cui si sono occupati, per la maggiore o minore visibilità mediatica che avevano, costituiscono in qualche modo simbolo di due modi diversi di interpretare il ruolo in magistratura. Più cauto e felpato l'uno, più barricadero l'altro. Si è fatta una scelta in linea con i criteri che si stanno adottando nella selezione di quasi tutti i dirigenti degli uffici". Per Ingroia, "certamente anche stavolta si è trattato di una partita fra correnti, in un'accezione ampia di 'correntismo', che è un 'correntismo' trasversale che attraversa, appunto, le correnti giudiziarie e le correnti, chiamiamole così, di 'pensiero politico' dentro i partiti politici coi membri laici". Quanto alla tesi che l'esclusione di Gratteri rappresenti un 'segnale devastante', Ingroia ha commentato: "Un segnale negativo, non lo definirei devastante. Francamente non posso dire che il dottore Melillo non abbia i requisiti per svolgere al meglio il suo ruolo. Naturalmente, però, si evidenzia soprattutto un'intenzione, una finalità penalizzante nei confronti del dottore Gratteri e in questo senso è certamente un segnale negativo”.

Foto © Imagoeconomica

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