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"Sono mesi che sostengo che il governo dell'assembramento abbia ucciso la politica. Nessuno ha uno straccio di idea, nessuno si oppone alle porcate, nessuno offre una visione. Politici strapagati dal popolo italiano non fanno più politica. Occupano potere e dispensano incarichi e prebende pagati con denaro pubblico”. Ad affermarlo è Alessandro Di Battista, in un articolo pubblicato su Tpi, parlando del piano di vendita di Montepaschi Siena a Unicredit. Tema che ha aizzato un aspro dibattito politico tra chi punta il dito contro la destra, chi contro la sinistra e chi, come Di Battista, cerca di restituire al pubblico una vasta visione della faccenda. "MPS è ormai una banca morta e nessuno pensa più a salvarla - si legge nell’articolo -. Politici e tecnici senza scrupoli stanno solo organizzando il suo funerale, chiaramente pagato con denaro pubblico, e stanno definendo la distribuzione della sua eredità. Gli eredi dovrebbero essere i cittadini italiani, coloro che hanno speso miliardi delle loro tasse per mantenere in vita l'istituto, invece si prenderanno i debiti, mentre i pezzi pregiati finiranno nei caveau di Unicredit. E' il capitalismo finanziario d'altronde, il cancro della modernità”.
E tra i vari responsabili del fallimento di Mps, c’è anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi: “L’apostolo, il messia, il migliore tra i migliori”, commenta l’ex 5stelle. “Perché se è vero che l'istituto venne spolpato per elargire miliardi di euro alle cooperative rosse (che poi restituivano il favore ai politici tramite ‘assunzioni elettorali’), ai politici, agli amici dei politici e pure ai nemici dei politici perché si può vivere in tranquillità se tutti hanno il loro pezzo di potere (tipo il consiglio dei ministri del governo Draghi), è altrettanto vero che l'operazione che ha dato il colpo di grazia al Monte è stata l'acquisizione di Banca Antonveneta al triplo del suo valore. E chi diede l'ok a quell'operazione folle? Mario Draghi, ai tempi governatore di Bankitalia”.
“L’acquisto di Antonveneta segnò l’inizio della fine per la gloriosa banca senese - si legge nell’articolo del Tpi -. I dirigenti per coprire i debiti prodotti avallarono ulteriori operazioni scellerate come l’acquisto dei derivati Alexandria e Santorini. Nel 2019, l’intera dirigenza di MPS che si era interfacciata con Draghi ed i suoi uomini per ottenere il via libera all’acquisto di Antonveneta, venne condannata dal Tribunale di Milano. Mussari, l’uomo al quale telefonava Amato e che aveva agganci in tutti i partiti italiani (nelle settimane precedenti alla sua nomina a capo dell’ABI aveva incontrato Fini, Bersani, Tajani, Crosetto, Gianni ed Enrico Letta, la Santanchè, Napolitano e D’Alema) è stato condannato a 7 anni e sei mesi di carcere”, ha concluso Di Battista.

Fonte: tpi

Foto © Imagoeconomica

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