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"La quotidianità deve vederci più attenti e responsabili. Il diritto alla verità è fondamentale, è fondamentale sapere perché altrimenti rimangono nubi di silenzi e di verità nascoste. Ma voi lo sapete bene e molti sanno bene che le verità passeggiano per le vie della Capitanata". Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione 'Libera contro le mafie' partecipando alla cerimonia in ricordo di Aurelio e Luigi Luciani, i fratelli uccisi quattro anni fa nelle campagne di San Marco in Lamis (Foggia), perché testimoni dell'assassinio di Mario Romito, boss di Manfredonia e del cognato Matteo De Palma. "Luigi e Aurelio sono morti ma noi dobbiamo essere più vivi, con la memoria che ci sfida, ci sfida tutti ad avere più responsabilità e impegno". "C'è tanta omertà, ha denunciato il sacerdote, aggiungendo che "mi auguro che tutti diventiamo immuni al virus ma non alle responsabilità". Per il presidente di Libera "è sacrosanto il diritto alla verità" e bisogna combattere "lo scandalo dei mezzi silenzi, delle zone di ombra che continuano nel nostro Paese a esserci". "C'è solo una strage di cui si conosce la verità: piazza della loggia, Brescia. Delle altre non si conosce la verità - ha continuato - l'80% dei familiari delle vittime innocenti della criminalità mafiosa non conosce la verità o ne conosce solo una parte. Abbiamo bisogno di cambiamenti veri, non di adattamenti". "Dobbiamo avere tutti quanti più coraggio. Ci vuole una società più responsabile e più attenta. Anche il mondo degli imprenditori deve avere più coraggio. Serve una sommossa della società". " In questi quattro anni tante cose sono cambiate. Lo Stato ha dato una risposta. Ora ci vuole più continuità, ci vuole più corresponsabilità e ci vuole una vera condivisione. Ci vuole un'assunzione di responsabilità della politica. Per la politica sociale, per la cultura, per la scuola. Perché la lotta alle mafie non è solo una lotta giuridica".

Foto © Imagoeconomica

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