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Tante sono, negli USA, le etnie, le situazioni sociali, economiche e culturali, che è difficile poter sviluppare in un discorso organico il panorama variegato della criminalità.
Per l’America del Novecento, ai tempi d’oro del proibizionismo, si possono accettare, in generale, alcuni modelli criminali proposti in maniera suggestiva, ma abbastanza realistica, in film come Il Padrino o C’era una volta in America: il gruppo criminale era (lo è ancora) verticistico. Il capo godeva di una autorità indiscussa e si circondava di una “commissione” di amici o collaboratori cui era demandato il controllo di un settore specifico delle attività gestite: gioco d’azzardo, prostituzione, contrabbando, taglieggiamento. I lavori più violenti o più pericolosi erano riservati alla manovalanza, mentre i rapporti con il mondo della politica spettavano al boss. Regole ferree garantivano la coesione del gruppo: chi le tradiva era un uomo morto.
È nel dopoguerra che la mafia americana si sviluppa dal punto di vista organizzativo, raggiungendo livelli di imprenditorialità mai visti. Riorganizzatasi rapidamente dopo il conflitto, riuscì ad entrare nei consigli di amministrazione di migliaia di società e, attraverso queste, concluse molti affari leciti: divenne, in sostanza, una grande holding finanziaria, ma nello stesso tempo mantenne la forza violenta e il potere intimidatorio per poter controllare ancora i diversi mercati illeciti. Nacque, così, in quegli anni,la nuova struttura organizzativa criminale “a due facce”, di cui una lecita e dedita alla gestione dei flussi finanziari attraverso società fantasma, anche su basi off shore, l’altra costantemente alla ricerca di nuove e profittevoli attività illecite.
Queste caratteristiche si attagliano perfettamente a quella che ancora oggi è la più diffusa e famosa organizzazione criminale negli USA: "La Cosa nostra" (Lcn). Una famiglia americana di Lcn presenta la stessa struttura di una famiglia mafiosa siciliana: un boss, il suo vice, il gruppo dei consiglieri, le truppe.
Sono sempre cinque le famiglie, Gambino, Colombo, Bonanno, Genovese, Lucchese, che si sono insediate saldamente in alcune delle principali città americane come Philadelphia, Chicago, Detroit, Boston, Tampa, New Orleans, Las Vegas, Los Angeles, San Francisco. La loro presenza è rilevata anche a Cleveland, Denver, Kansas City, Pittston, Rochester, St. Louis, Buffalo, San Josè, Tucson e in altre zone di maggior traffico di stupefacenti, al confine con il Centro America.
La DIA, nella sua ultima relazione del 2019, ha segnalato anche la presenza della famiglia De Cavalcante di Newark, la Cosa Nostra del New England e Chicago Outfit. Lcn è ancora in grado di esercitare un controllo su molti sindacati di lavoratori, di condizionare settori economici come quelli del trasporto su gomma, delle costruzioni, della raccolta dei rifiuti, sui ristoranti, sulla catena della distribuzione alimentare, sui carburanti, sull’abbigliamento, sui noleggi, sulle corse dei cavalli. Il narcotraffico e il riciclaggio sono, tuttavia, i suoi interessi fondamentali.
Non mancano esponenti della 'Ndrangheta (la referente principale dei cartelli sudamericani del narcotraffico, in particolare dei colombiani) e di sodalizi campani e pugliesi.
Accanto ai colombiani che hanno il monopolio del traffico di cocaina e dei messicani che controllano il passaggio dello stupefacente dalla Colombia, nel corso degli anni sono venuti emergendo gruppi criminali di origine asiatica: cinesi, giapponesi, vietnamiti, coreani, laotiani, thailandesi, cambogiani, tutti collegati con le strutture criminali dei paesi di origine. Vi sono, poi presenze di criminali provenienti dai paesi euroasiatici dediti, in particolare, alle estorsioni, allo sfruttamento della prostituzione, agli omicidi su commissione, ai furti e traffico di auto rubate, di oggetti d’arte, di metalli e pietre preziose.
All’ultimo posto, in quanto si tratta di banditismo di strada o meglio di gang etnico-rionali, vi sono le bande dei portoricani e i cosiddetti posses giamaicani che si occupano prevalentemente di spaccio di droghe ambito nel quale sono andati assumendo un ruolo sempre più importante i corrieri nigeriani responsabili dell’importazione di un 40% dell’eroina che arriva ai mercati statunitensi.
L’escalation della criminalità negli ultimi trent’anni risulta connessa al traffico e all’uso di stupefacenti. Droga e criminalità, piccola e grande, dunque, sono strettamente legate assieme.

Tratto da: liberainformazione.org

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