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di AMDuemila
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Il ricordo dell'ex pm nel giorno dell'anniversario della scomparsa del magistrato palermitano

"Ricordare Paolo Borsellino per me è sempre difficile anche a distanza di quasi trent’anni. Per me non è stato solo un capo d’ufficio e un collega. Per me è stato un amico e un fratello maggiore". A dirlo è stato l'avvocato Antonio Ingroia, già procuratore aggiunto di Palermo. In un video messaggio pubblicato su Facebook Antonio Ingroia ha voluto ricordare la figura di Paolo Borsellino con il quale ha collaborato per diverso tempo prima della sua morte avvenuta esattamente 28 anni fa. "Bisogna trasmettere ai giovani soprattutto questi modelli positivi e per questo voglio raccontare i valori di Paolo e alcuni episodi". Tre, ha detto Ingroia, sono i valori che hanno caratterizzato la sua persona: "La rettitudine e la coerenza. Oltre che la generosità". "Paolo era generoso umanamente ma anche istituzionalmente. - ha raccontato l'avvocato - Quando feci la mia prima indagine antimafia ricevetti una minaccia con pallottole, quando la lettera arrivò in procura Borsellino mi disse che avrei avuto la scorta da quel momento in poi. E mi disse di essere arrabbiato con se stesso perché un buon capo è quello che fa da scudo per i propri collaboratori. Se hanno minacciato te pensando di fermare l'indagine e non me vuol dire che non sono stato un buon capo". Ecco la sua generosità, ha commentato Ingroia, "pensava di dover essere scudo degli altri, dei suoi collaboratori e dei suoi cittadini fino a sacrificarsi per tutti noi".

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