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di Maria Grazia Mazzola
Il boom della cocaina nel mondo, in Europa, nelle nostre strade. Dal produttore al consumatore con prezzi alla portata di una 'paghetta'. Un argomento serio, drammatico con un consumo a tappeto e una produzione imponente che condiziona in modo preoccupante la nostra società. Ma fermiamoci per un attimo a riflettere: sulla cocaina - a danno di tutte le generazioni - speculano in tanti, in troppi. E da ogni parte. Le organizzazioni criminali, le mafie hanno un giro d'affari di oltre 500 miliardi di dollari, oltre 200.000 persone muoiono per malattie legate al consumo di droghe. Cifre in difetto. Il consumo di droghe è la causa principale del decesso tra i giovani. A San Basilio a Roma il via-vai di ragazzi che la cocaina la spargono sulle pupille dei loro occhi perché così va in circolo con immediatezza. Raggela il solo pensiero di quanto possa essere devastante questa cultura dello sballo diffusa a macchia d'olio. Ma c'è il 'mercato' sul mercato: quello della speculazione della produzione in tv e al cinema, di serial, film, libri e pseudo-informazione concentrati non sul racconto dei fatti, narrazione rigorosa ma sulla spettacolarizzazione della fabbrica del male per catturare ascolti, successo di pubblico a fini commerciali. Dei veri e propri spot, uffici stampa occulti del mercato della cocaina, con l'effetto devastante di suscitarne il fascino e dunque la pubblicizzazione che spinge all"indotto della polvere bianca. Tutto si riconduce a una sola logica: attrarre al consumo di polvere bianca, attrarre al consumo di immagini sullo schermo e fascino verso il 'duro', i duri che con armi, tatuaggi, forza bruta e disprezzo dei benché minimi valori, tentano di fare man bassa di ascolti e consensi. Alla base di questo luna park del male, c'è sempre il narcisismo e lo spot dell'ego. Alla fine non rimane niente: se un serial tv ha come missione l'esaltazione della produzione della cocaina, dei narcotrafficanti che sparano, del racconto dei prezzi e dei costi e dei guadagni, alla fine ripeto: rimane solo una consapevolezza. Che il mercato della coca è entrato da anni nel grande schermo per finire dentro le coscienze con un minimo salto subliminale a sedurre e provocare clienti. Ma l'informazione non c'è: solo suggestione e arroganza di spargere polvere bianca tanto per le mafie quanto per gli imbonitori di immagini senza informazione. Assenti i contenuti.

Tratto da: facebook.com/inviataspecialeRai

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