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ingroia 14nov2015 c paolo bassaniCaso Manca
di Pasquale Bottone
Stamattina si è sparsa la voce in città, complice anche l’articolo di apertura di un giornale web, che per l’ex pm ed ora avvocato Antonio Ingroia fosse stato chiesto il rinvio a giudizio dalla Procura di Viterbo per calunnia, relativa alle  polemiche dichiarazioni rilasciate da quest’ultimo sulla stessa Procura nel corso del Processo Manca (Ingroia, come si sa, è il legale di famiglia). Ne chiediamo conferma al diretto interessato, l’ex procuratore Ingroia.

Avvocato, può confermare quanto suddetto, c’è una richiesta di rinvio a giudizio per calunnia da parte della Procura di Viterbo nei suoi confronti?
“Io non ho ricevuto nulla, ho solo letto alcune cose su google news: tengo a sottolineare che io sarei dovuto essere il primo ad essere avvisato. Evidentemente la Procura ha un suo modo di procedere tutto singolare, come tanti in questi paese hanno e che su queste cose il Csm dovrebbe indagare... Posso dire solo che se è relativa ad uno dei pm del caso Manca mi sembra molto poco opportuna questa richiesta, potrebbe essere motivata da rancori personali, acrimonia e cose del genere… Poi io confermo quello che dissi in aula, che non c’è stata la giusta collaborazione da parte della Procura di Viterbo per la risoluzione del caso”.

Come giudicherebbe una richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti?
“Sempre come la dimostrazione che l’Italia è un paese sottosopra dove avvengono cose sottosopra. Si arriva all’assurdo che un avvocato di parte civile che legittimamente difende i familiari di una vittima divenga lui  l’uomo da indagare per cose dette durante un’udienza tra l’altro. Usai parole forti, parlai di depistaggio, evidentemente avevo le mie buone ragioni per dire quello che dissi”.

Lei resta sempre convinto che quello di Attilio Manca sia stato un omicidio di mafia?
“Sì, con la collaborazione di quelle zone grigie che molto spesso supportano simili omicidi. Noi da qualche tempo abbiamo fatto un esposto alla Procura Antimafia, l’unico organo che riteniamo investighi seriamente su questi casi. Massima fiducia al giudice Pignatone che si è sempre mostrato molto disponibile nei nostri confronti; speriamo che, come già successo per il caso Cucchi, ci aiuti a tirare fuori la verità”.

Crede che a Viterbo ci sia gente che sa, che potrebbe dare una mano, ma non si è ancora esposta?
“Sicuramente, tutti quelli che conoscono gli strani intrecci che si vengono a creare tra la politica e i poteri criminali: farebbero benissimo ad uscire fuori e a dire tutto ciò di cui sono a conoscenza. L’Italia degli onesti sarebbe loro molto grata e tante ostilità immotivate che chi cerca la verità in questo paese quotidianamente deve affrontare non avrebbero davvero più ragione di esistere”.

Tratto da: loralegale.eu

Foto © Paolo Bassani

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