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Davanti a loro non ci sono giocattoli, ma armi vere, essi osservano in silenzio mentre un militare spiega loro come funzionano.
Questo sta accadendo da diversi anni all’interno delle istituzioni scolastiche italiane, primarie e secondarie, pubbliche e private.
L’articolo 11 della Costituzione Italiana cita in modo chiaro ed esplicito che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, ma è evidente che i governi si stiano muovendo verso un sottile indottrinamento psicologico alla guerra delle giovanissime generazioni, che possiamo considerare poco più che bambini.
Riporto un avvertimento significativo avvenuto a Palermo, cuore delle stragi di mafia.
Il Comune ha dato via libera a tre giornate di esposizione di mezzi e di tecnologia militare con armi, elicotteri da combattimento e carri armati.
Fortunatamente, la comunità palermitana si è pronunciata in modo deciso e si è schierata contro questo evento, dichiarando quanto fosse pericoloso far avvicinare i giovanissimi ad un contesto psicologico di guerra normalizzata.
Durante il pomeriggio del primo giorno è stata organizzata una manifestazione di massa per interrompere l’evento, a cui sono seguiti scontri tra i manifestanti e le forze di polizia.
Il fatto è accaduto nei giorni compresi tra il 2 ed il 5 ottobre 2025 in piazza Castelnuovo, a Palermo.
Va evidenziato che il fatto è avvenuto nello stesso periodo in cui Israele ha commesso un crimine aberrante: uno dei peggiori interventi di genocidio in Palestina.
Sono decine gli esempi che si possono riportare per segnalare quanto sta accadendo nel nostro Paese.
Un altro episodio è avvenuto nell’agosto del 2019 a Vicenza, dove la Caserma Americana “C. Ederle” ha aperto le porte a 31 bambini di età compresa tra 6 ed i 14 anni per una giornata di “apprendimento” in cui ai giovanissimi è stato spiegato il funzionamento tecnico dei veicoli militari e delle armi utilizzati dai membri dell’esercito, concludendo la giornata con varie “esercitazioni” pratiche proposte ai ragazzini.
La Costituzione di uno Stato è sempre stato il cuore pulsante di una Nazione dalla quale derivano i suoi principi fondamentali. Tuttavia negli ultimi tempi il mondo ha potuto constatare quanto le Leggi Nazionali ed Internazionali siano ormai carta straccia.
Criminali internazionali, che dovrebbero essere arrestati, governano senza alcun tipo di impedimento.
Assistiamo all’attuazione di politiche palesemente anticostituzionali, come il rifornimento di armi europee a Stati genocidi, con l’intenzione di eliminare popoli interi dalla faccia del nostro pianeta.
Nessuna istituzione interviene. Nessuna condanna o misura restrittiva viene attuata per difendere il diritto di vivere e di esistere per questi popoli.
Quanto possiamo davvero fidarci delle Istituzioni quando pensiamo a ciò che avviene nel panorama geopolitico e a cosa viene insegnato nelle scuole? Cosa hanno in mente e dove vogliono arrivare?
Il punto di riferimento principale dei bambini, a mio avviso, rimangono i genitori e su questi ricade una grande responsabilità, perché sono loro l’esempio di vita che i figli imitano.
Ritengo che il tempo di dare fiducia incondizionata alle Istituzioni sia finito visto cosa sta accadendo e il modo in cui viene gestito ed è dovere di tutti i genitori tutelare i propri figli, verificando attentamente quali siano gli insegnamenti che vengono proposti dalle strutture governative durante il periodo scolastico.
Soprattutto in un’epoca in cui le attività didattico-culturali vengono sempre più affidate ad ammiragli-docenti, con stage formativi su carri armati o l’alternanza scuola-lavoro che opera a fianco di reparti delle forze armate o nelle aziende produttrici di armi.
È evidente che sempre più si sta mirando a creare una nuova generazione di giovani proiettata verso una normalità di guerra con scuole-caserma, in un clima di ignoranza personale e di suggestione, che rischia di condurre inesorabilmente a decisioni, non solo sbagliate, ma in alcuni casi, addirittura tragiche, per il proprio progetto di vita.
E mi chiedo "cari genitori come fate a trovare normale tutto questo? È questo il mondo che volete lasciare in eredità ai vostri figli?". Penso a volte che anche gli adulti abbiano perso la capacità di discernimento e che nella vita sia contemplato e si possa dire anche "NO!" se non si persegue una giusta causa.
Altrimenti accettare tutto e delegare tutto, comprese certe scelte per i nostri figli, potrebbe costarci molto cara.
I bambini hanno diritto di vivere in un mondo di pace, amore, giustizia, valori che "loro" hanno già innati e che si perdono crescendo in un mondo per il quale non si è fatto abbastanza, dato che l'essere umano sa investire solo sulla morte e non sulla vita. Viva la vita e viva chi si batte ogni giorno per costruire un mondo di pace e crede sia ancora possibile.

*Associazione Veritas Vincit
  
Foto © Attivamente
  
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