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Le meraviglie del Ponte che verrà le vedremo pressappoco nel 2032 o forse non le vedremo mai, intanto però accontentiamoci di quello che abbiamo. Del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e dei viadotti che crollano, delle montagne che si sbriciolano con un temporale d'estate, dell'autostrada che collega Catania a Palermo che è un calvario, doppi sensi di marcia infiniti, ruspe e bulldozer che spuntano a ogni bivio. Volare sino a Mosca ormai è più facile e veloce che attraversare in treno la Sicilia da punta a punta, da Trapani a Modica. E poi, proprio di fronte al Ponte delle meraviglie, a pochissimi chilometri in linea d'aria dal pilone che dovrà reggere "la grandiosa opera", qualche giorno fa è riuscito a diventare notizia un siciliano che per decenni di notizie, in tutta Italia, ne ha diffuse a migliaia.
Lui è Franco Viviano, firma di Repubblica nella stagione dei maxiprocessi e delle stragi, che sfortunatamente si è rotto un femore mentre era in vacanza a Stromboli. Un incidente come tanti se sui social non avesse cominciato a girare una foto di Franco, gettato come un sacco sul cassone di una motoape di un muratore che generosamente l'ha accompagnato - dopo ore e ore di inutile attesa per un'ambulanza - nella piazzola dove un elicottero poi l'ha trasportato in un ospedale a Messina.


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Francesco Viviano sull'Ape e l'ambulanza arrivata dopo diverse ore. Immagini tratte da Facebook
 

Il calvario di Franco

Ospedale che ha chiuso il giorno dopo "per ferie", così il nostro amico Franco è stato depositato in un'altra struttura sanitaria e operato con un bel po' di ritardo. A Stromboli, isola invasa ogni agosto da migliaia di turisti, l'ambulanza c'era ma era guasta dal mese di aprile. E nessuno aveva pensato di ricoverarla in officina. Salvini e tanti altri già pensavano al Ponte.
Nella terra dove si starebbe per fare qualcosa che è atteso da almeno ventitré secoli - da quando Lucio Cecilio Metello avrebbe voluto, durante la Prima guerra punica, mettere in salvo gli elefanti superstiti nelle battaglie contro i Cartaginesi - tutto è in disfacimento. Ospedali, scuole, trasporti, una strada su cinque è interrotta come trent'anni fa, in alcuni paesi delle province di Caltanissetta e Agrigento l'acqua arriva nelle case una volta ogni quindici giorni come trent'anni fa. E come trent'anni fa, in Sicilia, comanda una sola tribù politica. Quella dei Totò Cuffaro e dei Raffaele Lombardo, dei Saverio Romano, degli amici di Marcello Dell'Utri.


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Pietro Ciucci e Matteo Salvini © Imagoeconomica


Tutti che vogliono il Ponte, come lo vuole il governatore Renato Schifani che, nei giorni della disgraziata avventura di Viviano (sulla sua vicenda ha comunque ordinato un'ispezione) si è compiaciuto "della svolta storica verso la realizzazione di un'opera strategica, capace di rivoluzionare il futuro della Sicilia e del Mezzogiorno". Ma dove finirà questo benedetto/maledetto Ponte delle meraviglie semmai davvero lo dovessero costruire o se, come viene profetizzato nella splendida serie The Bad Guy, non dovesse venire giù nel frattempo?
Per esempio, potrebbe inabissarsi appena dopo lo Stretto, in località Randazzo, fra le montagne di Messina e Catania, dove - sempre nei giorni della disavventura di Viviano - il ponte San Giuliano ha ceduto mentre passavano le auto. Scandalo e paura, l'Anas però ha smentito parlando solo di "un distacco dei parapetti". Chissà quale sarà il destino di questo ponte di Randazzo.


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Renato Schifani e Pietro Ciucci © Imagoeconomica


Dell'altro sappiamo da qualcuno che farà felice la Calabria e la Sicilia, che porterà ricchezza e turisti, che darà lavoro ad almeno 120mila operai, stupidaggine propagata dal ministro Salvini e smentita dagli stessi addetti ai lavori dell'Anas.
E, a proposito di Anas e di ponti, qualche mese fa è stato assolto insieme ad altri alti dirigenti l'ex presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, sotto processo per il crollo del viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento, che si è spezzato ad appena cinque giorni dall'inaugurazione. Aperto a Natale del 2014 è venuto giù il 30 dicembre. Uno schifo e nessun colpevole.
Ciucci, che fine ha fatto? Oggi è l'amministratore delegato della Stretto di Messina spa, quella del nostro famoso ponte. Viva l'Italia.

Tratto da: Il Domani

Foto di copertina © Paolo Bassani

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