Roisinblit racconta la sua storia ai microfoni di Repubblica: “Tolto alle braccia di mia madre tre giorni dopo il parto”
L’avvocato Guillermo Rodolfo Fernando Pérez Roisinblit, uno dei tanti bambini sottratti ai desaparecidos argentini tra gli anni ‘70 e ‘80, è stato recentemente intervistato dal quotidiano “La Repubblica”. Ha commentato l’esito delle ultime elezioni politiche che sono state fatte in Argentina e la scelta del leader anarchico ultraliberista de “La Libertad Avanza”, Javier Milei, come nuovo presidente del Paese. Oggi, l’avvocato Roisinblit è un attivista di Abuelas de plaza de Mayo, l'organizzazione non governativa che dal 1977 ha come unico obiettivo quello di individuare e scoprire le vere identità di centinaia di bambini scomparsi durante la dittatura argentina. “C’è una discrepanza tra le idee che questo governo ha difeso in campagna elettorale e quello che realmente sta portando avanti ora. Come Abuelas de Plaza de Mayo abbiamo una tradizione: ogni volta che entra in carica un governo eletto democraticamente lo incontriamo per un colloquio. E questo - ha sottolineato Roisinblit - è quello che faremo anche con Javier Milei, perché senza dubbio si tratta di un governo eletto in un processo democratico con piena validità. Ma noi saremo sempre vigili sui possibili sintomi di una democrazia debole”. Poi, l’avvocato Roisinblit ha espresso il suo punto di vista sulle dichiarazioni di Victoria Villaruel, recentemente eletta vicepresidente dell’Argentina. Durante la campagna elettorale, Villaruel ha suggerito di trasformare il Museo della Memoria dell’ESMA, un luogo di sterminio utilizzato durante la dittatura, in un parco divertimenti. “Bisogna separare le cose. Conosco molto bene il discorso di Victoria Villaruel - ha precisato l’avvocato Roisinblit - è una narrativa che io stesso mi sono trovato a ripetere, perché sono stato ‘appropriato’ da militari dell’aeronautica, ho frequentato una scuola militare e anche io sono stato indottrinato nello stesso modo. Tuttavia - ha ribadito - bisogna separare la narrativa dal potere che si ha una volta al governo. L’Argentina ha obblighi con i cittadini, ma anche con gli altri Paesi del mondo. Ci sono istanze sui diritti umani che sono sancite dalla Costituzione. Lo Stato argentino ha l’obbligo di continuare a cercare tutti i desaparecidos”. Guillermo Rodolfo Fernando Pérez Roisinblit, come anticipato, è anche lui figlio di desaparecidos. Durante l’intervista con Repubblica ha parlato della sua storia personale e di quello che ha provato quando ha scoperto la triste verità sul suo passato. “I miei genitori sono stati sequestrati nel 1978, mia madre era incinta di me e mi ha partorito in cattività all’interno dell’Esma. Tre giorni dopo il parto sono stato affidato alla famiglia di un generale delle forze aeree. Las abuelas mi hanno trovato a 21 anni grazie a una segnalazione anonima secondo cui una coppia delle forze armate aveva rubato un bambino nato da una militante di origine ebraica e studentessa di medicina. Il 27 aprile del 2000 - ha ricordato Roisinblit - mi sono recato alla sede delle abuelas. Mi hanno chiesto se volevo farmi una prova del Dna, ho acconsentito. Un mese dopo sono arrivati i risultati: non avrei mai dovuto essere Guillermo Gómez, ma Rodolfo Roisinblit. Rodolfo era il nome che mia madre aveva scelto per me secondo le testimoni sopravvissute. Ho successivamente deciso di tenere il nome Guillermo perché faceva parte della mia identità.” - prosegue - “Mi pento di non aver chiesto subito i dettagli sulla fine dei miei genitori. Quando sono morti, dove e in che modo. Nel 2016 - ha concluso - l’ho chiesto al mio ‘appropriatore’, di fronte al tribunale. Ma come ultimo atto di malignità, ha deciso di non dirlo. E’ morto nel 2021 mentre scontava una condanna di 12 anni per il sequestro dei miei genitori. Quarantacinque anni dopo la loro scomparsa continuiamo a cercarli”.
Foto © World Economic Forum
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