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"Dimmi, o luna: a che vale
al pastor la sua vita,
la vostra vita a voi? dimmi: ove tende
questo vagar mio breve,
il tuo corso immortale?": con questi famosi versi Leopardi sintetizzava una questione fondamentale per l'essere umano, per cosa si viva.
Bene, io non domando alla luna, come faceva il pastore errante del canto leopardiano, bensì alla mia coscienza, e cerco di adoperarmi per fare giustizia.
Con un'audizione al Luogotenente dei Cc Conigliaro effettuata a luglio passato, abbiamo riscontrato un susseguirsi di vicende strane o comunque non lineari avvenute negli anni passati a Capaci, comune in provincia di Palermo tristemente famoso perché associato all'uccisione di Falcone. Successivamente tali stranezze sono state confermate dall'audizione del giornalista Giacalone, e dunque in noi membri della commissione antimafia si è fatta forte la necessità di capire approfondendo l'analisi dei fatti oggetto delle audizioni.
Ora alcuni deputati hanno presentato un'interrogazione parlamentare in cui si interrogano diversi Ministri per chiarire alcuni aspetti che sembrano far affiorare quella melma putrida meglio conosciuta come Sistema Montante.
Chissà che verrà fuori...
Qui il testo dell'interrogazione:
Al Ministro della difesa, al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia - Per sapere - premesso che:
Il 22 luglio 2020, è stato audito in Commissione antimafia il luogotenente dell’Arma dei carabinieri, Paolo Conigliaro, già comandante dei Carabinieri di Capaci dal 2013 al 2018;
Conigliaro ha trattato 3 questioni tra loro collegate, accadute a Capaci durante tale periodo: la redazione di una proposta di scioglimento del Comune di Capaci per infiltrazioni mafiose, mai sottoposta dal competente Comando Provinciale dei Carabinieri al Prefetto di Palermo, consentendo il trascorrere dell’intero mandato dell’amministrazione comunale; un’indagine legata alla realizzazione di un centro commerciale a Capaci, in cui erano coinvolti soggetti del c.d. «sistema Montante»; le interferenze, le omissioni, il demansionamento e trasferimento di Conigliaro dalla Stazione di Capaci;
la proposta di accesso ispettivo presso il comune di Capaci per infiltrazioni mafiose, ex art.143, c.2, TUEL, redatta da Conigliaro nel novembre 2014 e costantemente aggiornata, conteneva le seguenti motivazioni: frequentazioni degli amministratori con mafiosi condannati con sentenza definitiva per il reato di cui all’articolo 416-bis; monopolio dei lavori di movimento terra per le concessioni edili rilasciate dal comune da parte di società riconducibili a contesti mafiosi; vicende investigative relative ai funzionari comunali; processioni religiose con inchini e soste presso l’abitazione di soggetti riconducibili al contesto mafioso; confraternite religiose cui risultano iscritti mafiosi e funzionari comunali; appalti; vicende inerenti alla polizia municipale e l’ammanco per migliaia di euro di buoni pasto del comune; realizzazione di impianti di distribuzione di carburanti direttamente correlati con l’amministrazione comunale e presunte attività di voto di scambio politico-mafioso;
Conigliaro ha anche formalizzato numerose denunce sia alla Procura della Repubblica di Palermo, sia alla Procura militare di Napoli e la quasi totalità di esse non risulta iscritta nel registro delle notizie di reato ma valutate come fatti non costituenti reato;
Conigliaro come Comandante della Stazione di Capaci ha anche svolto un’importante indagine in relazione alla costruzione di un centro commerciale nell’ex area industriale Vianini, oggetto di un'archiviazione "lampo": il 5.6.2018 è stata depositata la richiesta di archiviazione presentata il 1 giugno 2018 dal P.M., accolta il giorno seguente dal G.I.P. 6 giugno 2018;
dopo 5 anni di intensa attività investigativa, Conigliaro è stato tuttavia estromesso dal Comando della Stazione di Capaci con il pretesto di un singolare procedimento giudiziario a suo carico per presunta diffamazione a mezzo whatsapp; procedimento archiviato dal G.I.P. di Palermo, mentre per lo stesso identico fatto risulta rinviato a giudizio dal G.U.P. Militare di Napoli;
in audizione Conigliaro ha affermato: “quando ho chiesto il risarcimento morale e di essere reintegrato nel mio incarico, mi è stato detto che c’è la pendenza penale a Napoli. […] Ci sono ufficiali dell’Arma dei carabinieri che oggi ricoprono gradi apicali, certamente non paragonabili a quelli di un comandante di stazione, i quali sono a processo per depistaggio; mi pare che nessuno li abbia demansionati [...]”;
durante l’audizione sarebbe stato riferito in merito ad “alcuni Carabinieri dipendenti che portavano i curriculum vitae a questi signori sospettati di mafia, per far assumere i parenti” -:
quali iniziative sono state intraprese da parte della prefettura di Palermo tra il 2013 e il 2018 in relazione a procedure ex articolo 143 TUEL presso il comune di Capaci;
quali iniziativa intenda intraprendere al fine di verificare, per le parti di propria competenza, i fatti riportati dal luogotenente dell’Arma dei carabinieri, Paolo Conigliaro, nel corso dell’audizione del 22 luglio 2020 in Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, anche tramite attività ispettiva presso il comando provinciale dei carabinieri di Palermo;
di quali informazioni dispone, per le parti di propria competenza, in merito all'attività svolta dal comune di Capaci nell’ambito dell’iter per la costruzione di un centro commerciale nell’ex area industriale Vianini.

Tratto da: facebook.com

Foto © Imagoeconomica

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