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da stampalibera.it
Non si è fatta attendere la replica dell’on. Francesco D'Uva che, in una breve nota, respinge le critiche di Sonia Alfano che lo aveva accusato di non conoscere il lavoro svolto negli anni dalla Commissione speciale Antimafia europea. “Ci tengo a chiarire che da parte mia non si è levata alcuna polemica in relazione all’istituzione di una Commissione Antimafia in seno al Parlamento europeo. Né tantomeno era mia intenzione dimenticare il lavoro di qualcuno, anzi. Ritengo che nella lotta contro le mafie le priorità siano unità e comunione di intenti. Ho sempre interpretato questo impegno con spirito di servizio e di collaborazione istituzionale, senza personalismi. Conosco bene il lavoro della Commissione CRIM - precisa il deputato messinese -. Durante la scorsa legislatura audimmo la sua presidente Sonia Alfano in Commissione parlamentare Antimafia, allora guidata dalla presidente Bindi. Ne apprezzammo l’operato, tanto da definirlo ‘pregevole’ nella relazione conclusiva. La stessa Bicamerale della quale facevo parte cercò anche di valorizzare il lavoro della CRIM, al punto di chiederne, la prima volta nel 2014 e la seconda nel 2016, la ricostituzione durante gli incontri che svolgemmo in missione a Bruxelles. Il senso della mia lettera al Fatto Quotidiano - conclude - è che stiamo chiedendo ADESSO l’istituzione di una Commissione Antimafia in seno al Parlamento europeo, proprio per non perdere quel lavoro. Al contrario, per aggiornarlo: sono passati ben 7 anni da quando la CRIM ha concluso i propri lavori. Serve oggi, serve al più presto, serve a tutti. Si tratta di un’esigenza sempre più sentita e manifestata da più parti.

L’ex eurodeputata indipendente eletta nelle lista di Italia dei Valori Sonia Alfano, già presidente della Commissione speciale antimafia europea, aveva criticato l’on. D'Uva che “dimentica o, peggio ancora, ignora che nel 2012, su mia richiesta, è stata costituita la prima Commissione speciale sul crimine organizzato, sulla corruzione e sull’antiriciclaggio (Crim). La commissione - ricorda - ha sentito in due anni i maggiori esperti sull’argomento. L’Italia ha anche messo in campo tutte le sue Direzioni distrettuali antimafia, i migliori magistrati antimafia che hanno addirittura scritto parti del testo unico antimafia, licenziato poi nel marzo del 2014 a larghissima maggioranza”. “Successivamente la Commissione Europea avrebbe potuto presentare la direttiva al Consiglio e al Parlamento. Non l’ha fatto nessuno, neanche i Cinquestelle. Quel lavoro immane - concludeva la figlia del giornalista ucciso dalla mafia Beppe Alfano ed oggi liquidatore della discarica di Mazzarrà S. Andrea, in provincia di Messina - è diventato carta straccia perchè dopo il mio mandato nessuno ha dato seguito all’attività svolta. D’Uva dovrebbe studiare un pochino e scusarsi con tutti per aver ignorato quel grande lavoro realizzato assieme anche a Rita Borsellino e Salvatore Iacolino, membri della commissione. E di tanti appartenenti alle forze dell’ordine e magistrati”.

Il deputato questore del MoVimento 5 Stelle Francesco D’Uva aveva chiesto con urgenza l’istituzione di una commissione Antimafia anche in seno al Parlamento europeo in una lettera al Fatto Quotidiano, prendendo spunto da quanto pubblicato nei giorni scorsi dal giornale tedesco Die Welt.

Tratto da: stampalibera.it

Foto © Imagoeconomica

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