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manca angela vit c emanuele di stefanoAngela Manca a Viterbonews24 dopo la sentenza di condanna a Monica Mileti
da viterbonews24.it
Viterbo.
''Mi sono finalmente liberata della Procura di Viterbo, di un processo basato sul nulla e di una sentenza già scritta da 13 anni''. Queste le prime parole di Angela Manca a Viterbonews24, dopo la conclusione del processo a carico di Monica Mileti, colpevole di aver ceduto l’ultima e fatale dose di eroina al giovane figlio Attilio Manca. La spacciatrice, già pluripregiudicata, è stata condannata ieri a Viterbo a 5 anni e 4 mesi di reclusione, ad una multa di 18mila euro e all’interdizione perenne dai pubblici uffici.

''Mio figlio è stato ucciso due volte. La procura di Viterbo ha costruito il processo, riguardo alla morte di mio figlio, sul nulla – spiega Angela Manca -. Noi, la famiglia di Attilio, siamo stati tagliati fuori da subito. Non hanno contato niente per questa procura le prove da noi fornite, né le decine di testimonianze, del tutto affidabili, che raccontano di un medico in gamba, un professionista che non avrebbe mai messo a rischio il suo amato mestiere per fare uso di sostanze stupefacenti. Non sono state neppure considerate le dichiarazioni di pentiti di mafia che affermano che la morte di Attilio sia avvenuta per volontà diretta del boss Bernardo Provenzano''.

''Si sarebbe dovuto indagare a 360 gradi - prosegue Angela Manca -, ma così non è stato. Da ieri mi sento libera. Libera da una farsa processuale, libera finalmente da una procura che ha sempre guardato da un solo punto di vista''.

''È una vergogna che dalle aule del tribunale viterbese mio figlio sia uscito come un drogato – aggiunge la mamma del giovane urologo a Viterbonews24 -. Attilio è stato ucciso con la complicità delle istituzioni e della politica deviata e corrotta. Noi abbiamo numerose prove, siamo sicuri di quello che affermiamo e andremo avanti''.

Intanto il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, ha aperto un fascicolo per omicidio. Dal tribunale della Capitale si riesamineranno infatti, tutte le carte e le prove relative al caso Manca alla ricerca di un’altra verità sulla morte del giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto (Sicilia), trovato cadavere nella sua casa a Viterbo 13 anni fa. La procura di Roma continuerà ad indagare sulla tragica scomparsa di Attilio verificando se si tratti di un omicidio di mafia, come fin dal primo momento hanno sostenuto amici e famiglia dell’urologo.

''Quando tutto sarà realmente finito spero che la procura di Viterbo capisca come si è comportata in questi anni'', conclude Angela Manca, una mamma e una donna forte che ha mai smesso di lottare in mome di suo figlio.
(i.m.)

Tratto da: viterbonews24.it

Foto © Emanuele Di Stefano

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