Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Cara Tina, che gioia quando ho saputo che sulla tessera del Partito democratico del 2026 ci sarà la tua foto: sorridi, hai un sorriso che illumina il viso. Nelle pause delle ore di registrazione, nella preparazione del nostro (nostro con tutto il rispetto dovuto) primo libro (2006 prima edizione) ci capitava di scherzare. Avevi una ironia sottile, ragazza dispettosa avevi battute senza diritto di replica, in dialetto veneto.

Ti incontrai nel 2002, e la mia vita professionale e non solo cambiò. Il modo in cui riuscii a contattarti ti faceva sorridere, era un sorriso breve. Lavoravo a RaiSat-extra, con Lorenza Foschini al programma Le piccole Storie, vite importanti che incrociavano la grande storia. Lorenza mi consigliò di occuparmi della tua storia.

Ti cercai per settimane, invano: “Non sta bene, si è ritirata a Castelfranco, non è più lei”.

Non rinunciai. Tra due libri scovai una agendina, accanto al tuo nome, un numero: 0421. Telefonai. Rispondesti: “[…] Male! Io sto benissimo… se senti ancora certe cose… indignati. Tanto lo so che lo fai”. Certo che mi sono indignata, sempre quando ti offendevano, anche quando lavoravo con te e mi dicevano che non eri più come prima!

Tina, Integra, cattolica, laica, vitale, amavi ballare, vivere, insofferente a coloro che salgono sul carro del vincitore, sapevi sperare. Credevi nella possibilità di porre rimedio agli errori. Per questo avevi fiducia nel Partito democratico e subito aggiungevi: “Se avessero lasciato fare a noi donne, sarebbe nato molto prima”.

Cara Tina, eri d’accordo quando ti dicevo che saresti stata sempre partigiana. “Ho combattuto contro il fascismo e il nazismo, perché sono stata partigiana, della democrazia”.

Quando volevano riformare la Costituzione ti arrabbiavi: “Vogliono ritoccarla, una scorciatoia alle loro incapacità. Un uomo, una donna al comando e tutti zitti”.

Quando ci incontrammo, alcuni giorni prima della tua morte, stringendomi forte le mani dicesti con un filo di voce: “Stanno tornando…”.

Tu non ti saresti mai tirata indietro.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano
  
Foto di copertina originale © Imagoeconomica


Anna Vinci e Tina Anselmi insieme a Castelfranco nel 2006, durante una pausa di lavoro mentre preparavano il loro libro.

anselmi vinci



ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos