Il Coordinamento Nazionale delle associazioni e familiari di vittime e stragi e attentati, con un proprio comunicato del giugno scorso, aveva già fatto appello alla politica, perché potesse ridefinire gli obiettivi e la composizione della Commissione nazionale Antimafia nominando un nuovo Presidente e mantenendo quei membri che le dessero garanzie e fiducia.
Ciò, al fine di consentire a detta Commissione di potersi riappropriare di una credibilità di cui non può privarsi, in virtù del delicato compito che è chiamata a svolgere.
Una credibilità smarrita negli ultimi anni, non solo per quella che è stata definita una lettura minimalista portata avanti dalla Commissione e assimilabile a un vero e proprio depistaggio istituzionale in merito al tema delle stragi, ma anche per una serie di fatti che hanno interessato la sua Presidente Chiara Colosimo.
Dopo la foto non istituzionale con Luigi Ciavardini, ex appartenente ai NAR e condannato in via definitiva per la strage di Bologna, l’album personale della Colosimo si è ora ulteriormente arricchito di un’altra foto, riproposta recentemente nel corso della trasmissione Report, che la ritrae insieme a una sua amica imprenditrice dello spettacolo, dietro al busto di Mussolini.
Vero è che da entrambe le foto la Presidente Colosimo ha preso le distanze, sottolineando come, la prima non rappresenti una sua adesione alle idee di Ciavardini e dissociandosi dalla seconda foto riconoscendo “l’errore fatto”.
La credibilità per un profilo come quello della Presidente di una Commissione antimafia non si può pensare di poterla “aggiustare” con un “mea culpa”, recitato con volto contrito e sguardo smarrito, né con un semplice “scusa “o” perdono”.
Le vicende della vita privata di persone che ricoprono certi incarichi, laddove emergano, dovrebbero rappresentare un plus qualificante, ma divengono incompatibili nel momento in cui emergessero elementi di compromissione della integrità o del rigore istituzionale, di fronte ai quali la politica non può far finta di nulla, anche senza che i fatti non assumano rilievo di reato.
Per la Presidente Colosimo, ulteriore elemento di discredito è dato dal rapporto di parentela e dai rapporto mantenuti, documentati dalla trasmissione Report, con l’Avvocato Paolo Colosimo, suo zio, condannato per una truffa di 2 mld di euro realizzata grazie anche ai contatti con Gennaro Mokbel, affarista vicino alla 'Ndrangheta con la quale aveva svolto una attività di mediazione per raccogliere voti per l’ex Senatore del Pdl Nicola Di Girolamo.
Nel ritenerne ormai fortemente compromesso il profilo personale, con pesanti, inevitabili, ripercussioni sulla credibilità dell’intera Commissione antimafia, con ombre e opacità che ne condizionerebbero l’operatività, vanificandone l’incisività e l'efficacia del suo operato, il Coordinamento nazionale delle associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati chiede le immediate dimissioni della Presidente Chiara Colosimo. 
È troppo ampio e delicato lo spettro di funzioni di competenza della Commissione antimafia, che possiede gli stessi poteri inquirenti della magistratura, comprendendo tra le altre, attività di indagine, audizioni, acquisizioni documentali, monitoraggio delle attività di infiltrazione delle mafie, per poter consentire che sul suo Presidente possa pesare il benché minimo dubbio di imparzialità e credibilità personale.
Facciamo perciò nuovamente appello ai Partiti politici rappresentati in Parlamento perché vogliano interpretare il proprio mandato con serietà e consapevolezza.
Chiediamo loro che, per l’ennesima volta, non predomini uno stato di indifferenza o di sottovalutazione dei fatti, che appare innegabile, laddove si continui a minimizzare l’importanza della lotta alle mafie con la necessità invece , di riqualificare gli organi a essa preposti fornendogli adeguati strumenti e attuando un adeguato monitoraggio e controllo del lavoro e dei risultati, prendendo atto quando le attività sono evidentemente carenti e sia manifesta l’incapacità di ricompattare le posizioni, pur nella legittimità della dialettica o del dissenso.
Ci permettiamo di indirizzare questo appello anche all’Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica Sergio Mattarella certi di trovare, nella Sua Persona e nel Suo ruolo di garante della Costituzione, quella sensibilità umana e attenzione istituzionale, che siamo certi Le farà avvertire l’urgenza di veder restituiti a un organo fondamentale quale è la Commissione antimafia, accanto alla credibilità, l’effettiva capacità di perseguire la verità e lo stato di diritto.
FIRMATARI
Paolo Bolognesi
Presidente onorario dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna
Salvatore Borsellino
Presidente Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio
Paolo Lambertini
Presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna
Sergio Amato
Figlio del Giudice Mario Amato, ucciso dai NAR
Nunzia Agostino
Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini
Flora Agostino
Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini
Paola Caccia
Figlia del magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dalla ‘ndrangheta
Giuseppa Catalano
Sorella dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio
Tommaso Catalano
Fratello dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio
Daniele Gabrielli
Vicepresidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della strage di Via dei Georgofili.
Roberta Gatani
Nipote del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio
Luana Ilardo
Figlia di Luigi Ilardo, ucciso a Catania mentre stava per entrare nel programma di protezione per i collaboratori di Giustizia.
Angela Manca
Madre dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia
Gianluca Manca
Fratello dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia
Rosaria Manzo
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage del Rapido 904
Manlio Milani
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza della Loggia
Brizio Montinaro
Fratello dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci
Donata Montinaro
Sorella dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci
Nino Morana
Nipote dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini
Stefano Mormile
Fratello dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta
Nunzia Mormile
Sorella dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta
Federico Sinicato
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza Fontana
Franco Sirotti
Fratello di Silver Sirotti, vittima della strage del Treno Italicus
