Da lunedì gli studenti della Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento stanno occupando la facoltà per denunciare le collaborazioni dell’ateneo trentino (e di Fbk) con centri di ricerca israeliani su progetti legati al controllo sociale o direttamente connessi con le azioni di repressione (e genocidio) nei confronti della popolazione palestinese. Che i nostri giovani si mobilitino per denunciare le complicità delle istituzioni italiane con le pratiche genocidarie del governo di Israele è senz’altro da apprezzare, un segnale che ancora non tutte le intelligenze sono state piegate e non tutti i giovani resi insensibili nei confronti della tragedia del popolo palestinese (e non solo). Ancora una volta il popolo palestinese rappresenta, con la sua tenace Resistenza, tutti gli oppressi, gli emarginati, gli “insignificanti” e gli sfruttati di questo mondo e per questo è nostro dovere, riconoscendoci in essi, stringerci intorno alla popolazione di Gaza così come ai palestinesi della Cisgiordania, vittime della quotidiana violenza di un governo sionista che rappresenta un avamposto dell’offensiva “fascista” nel mondo.
Ci auguriamo che la cittadinanza trentina si stringa attorno a questi giovani e che l’incontro tra l’Università e la Città possa in questo caso rappresentare il fecondo mescolarsi del lievito con la farina, per impastare il pane di una comunità in grado di opporsi alle logiche di guerra e alla deriva autoritaria sulla quale si sta incamminando anche l’Italia.
Immagine tratta da ladige.it
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