Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Il professore ad “Accordi & Disaccordi”: “Stragi come Kramatorsk riaccadranno perché l’Occidente non vuole fare nulla per la pace
di AMDuemila
La notizia che la Finlandia strarebbe accelerando l’ingresso nella NATO e potrebbe essere seguita dalla Svezia, nonostante il monito della Russia, è molto pericolosa. Io non sono tanto preoccupato per me stesso, ma per i nostri figli. Perché noi stiamo preparando la terza guerra mondiale per i nostri bambini”. A dirlo è il professore Alessandro Orsini, docente universitario in Sociologia del terrorismo, interveneuto ieri sera su NOVE al programma “Accordi & Disaccordi”, condotto da Luca Sommi. Il docente, che ultimamente viene ospitato dalle maggiori televisioni, ha parlato dell’attuale guerra Ucraina e di una possibile escalation europea. “Se noi militarizziamo l’Europa e entriamo in un’ottica che Vladimir Putin vuole invaderci tutti, che è un pericoloso criminale, la terza guerra mondiale, se non scoppierà per l’Ucraina, scoppierà probabilmente per i paesi baltici o probabilmente per la Finlandia”, ha osservato Orsini. “Chi ci sta gestendo in questo momento secondo me è pazzo, sono persone completamente scriteriate che stanno preparando questo bel regalino per i nostri figli che è una guerra spaventosa o un numero sempre crescente di guerre”. Orsini individua uno dei problemi attuali nella totale assenza di un movimento pacifista che possa disincentivare un conflitto su ampia scala. “Il problema è che in questo momento il movimento pacifista è completamente disorientato senza guida e strategia. In un articolo su Il Fatto Quotidiano ho spiegato quanto sia importante saldare un movimento pacifista laico con quello cattolico. In Parlamento sostanzialmente non abbiamo forze pacifiste, l’Italia vive un momento in cui l’opposizione non esiste quindi non c’è spazio per la nascita di un movimento pacifista”, ha detto il professore. “Siccome amo la moderazione e penso che la più grande ricchezza del mio Paese sia proprio questa, sono preoccupato, perché si sta creando una spaccatura enorme tra coloro che sono nel Parlamento e le persone comuni. Perché ho l’impressione che questa distanza stia diventando enorme nel corso del tempo, il Parlamento non è secondo me in grado di rappresentare il movimento pacifista di moltissimi italiani”.

Questione Kramatorsk
Orsini, durante la sua ospitata, ha anche parlato della strage di ieri alla stazione ferroviaria di Kramatorsk rispondendo a una domanda di Sommi su quale sia stata la vera dinamica della tragedia per la quale Kiev e Mosca si accusano reciprocamente. “Io credo che sia quasi del tutto inutile porci questa domanda perché non possiamo trovare una riposta certa”, ha detto Orsini. “L’unico ragionamento da sviluppare non è chi sia il vero responsabile - e non perché questa domanda non ha senso - ma perché non è possibile avere una risposta certa e allora dobbiamo passare a un altra domanda, ovvero che cosa vogliamo fare. Perché queste stragi ne avremmo sempre di più”, ha osservato. “Noi sappiamo che la risposta ora, della Nato per esempio, è che dobbiamo dare più armi per fermare Putin. Ma noi sappiamo anche che se alimentiamo la guerra avremo più stragi. Per cui io credo che la questione sia di lanciare una forte iniziativa per fare la pace. Non dico che non dobbiamo dare armi all’Ucraina ma che dobbiamo sviluppare una strategia per la pace”, sostiene il professore. “Ma questo non è possibile perché Biden non vuole fare la pace e purtroppo non vuole farla nemmeno Zelensky. Ciò - ha spiegato - costringe a elaborare una strategia molto complessa da parte dell’Unione Europea, che però è la grande assente, per ammorbidire le posizioni di Zelensky e spingere Biden a smetterla di elaborare una strategia di lungo periodo per avere in Europa un’altra Siria”. Quindi, tornando alla strage di Kramatorsk, per Orsini “domani avremo la stessa strage e anche dopodomani, e ciò accade perché l’Occidente non vuole fare assolutamente nulla per fare la pace”.

Le sanzioni non spaventano Mosca
Altro aspetto toccato è quello dei pacchetti di sanzioni disposti dall’Occidente contro Putin e Mosca, disposte in primis dagli Stati Uniti e Ue a seguire. “Il punto fondamentale è che Biden spera di fermare la guerra con le sanzioni e noi sappiamo che storicamente nessuna guerra importante è stata fermata con le sanzioni”, ha puntualizzato Orsini. “Sappiamo che ci sono paesi come la Corea del Nord che sono strozzati dalle sanzioni da sempre e continuano a portare avanti la loro linea politica antioccidentale, lo stesso per l’Iran e per l’Iraq di Saddam Hussein. Non comprendo come non si riesca a capire che con le sanzioni non si può fermare Putin. E’ solo grottesco poter pensare di fermare la guerra in Ucraina aumentando le sanzioni contro la Russia e poi si sottovalita moltissimo lo spirito guerriero della Russia”, ha detto il docente della LUISS. “Il popolo russo è un grande popolo guerriero, come il popolo americano, la Russia è riuscita a respingere l’invasione di Hitler e prima ancora quella di Napoleone. La Russia si dovrebbe spaventare della guerra in Ucraina perché decidiamo di mettere sanzioni contro di lei? Significherebbe non conoscere la storia. E’ una grande ingenuità. Gli europei non sanno fare le guerre, non le studiano, non sanno cosa sia successo nel Libano dal 1975 al 1990 o cosa sia successo in Siria dal 2011 fino ad oggi o cosa accade in Yemen”. “Non studiano le guerre perché si occupano di PIL e di bilanci economici. Quello che noi vediamo in Europa - ha aggiunto sul punto - sono tanti dilettanti allo sbaraglio, le dichiarazioni dei principali leader europei e i loro ragionamenti è tipico di persone che non hanno la più pallida idea di che direzione debbano prendere”.

Propaganda nefasta
Infine, ad “Accordi & Disaccordi”, Orsini ha parlato a lungo della propaganda che in questo momento sta, come benzina sul fuoco, infiammando il conflitto, impedendo ogni sforzo diplomatico. “Uno dei compiti della propaganda, che sia russa o europea, è quella di non far vedere ai comuni cittadini quelle che sono le alternative. Il fine è quello di indurre che non ci sono alternative. L’esempio è quello delle armi all’Ucraina, i governi europei dicono che se non diamo armi agli ucraini esiste una sola conseguenza possibile: verranno tutti massacrati perché non potranno difendersi. Questo però non è vero e non funzionano così le guerre”, ha spiegato il professore. “Se noi decidiamo di non dare più armi all’Ucraina si verificano due fenomeni due concomitanti, uno di breve periodo e uno di lungo periodo. Nel breve periodo io credo che gli ucraini continuano a combattere perché hanno ammassato molte armi e possono continuare a fronteggiare l’esercito russo anche senza ricevere continuamente le armi dell’Europa. Il secondo fenomeno, di lungo periodo, è che Zelensky deve fare un calcolo, ovvero deve dire che è vero che ha le armi per resistere per tre mesi ma poi non avrò più armi quindi mi conviene moderarmi e trattare”. "Questo - sostiene Orsini - è quello che realmente accade nelle guerre per chi abbia studiato le guerre, invece la propaganda della NATO vuole indurre milioni di persone a credere che se non si danno le armi esiste solo un esito: che tutti gli ucraini verranno uccisi. Questa linea politica che abbiamo nei confronti dell’Ucraina fa in modo che Zelensky si esalti sempre di più e anziché avere una postura moderata usano una postura estremista. Perché chiaramente Zelensky non può assolutamente raggiungere i suoi obiettivi e non ha possibilità di proteggere la popolazione civile, come dimostrano i fatti, quindi un capo di Stato coscienzioso dovrebbe rendersi conto”, ha detto sulla tematica il docente. Lo stesso vale per quanto riguarda la “guerra lampo” che l’Occidente aveva fatto intendere agli occidentali fosse la reale mossa di Putin. “Parlare di guerra lampo era propaganda occidentale”, ha sentenziato Orsini. “Questo è l’esempio lampante di cosa sia la propaganda della NATO in questo momento, noi abbiamo convinto milioni di italiani che Putin volesse fare la guerra lampo affinché gli italiani pongano a confronto la guerra lampo con quello che Putin sta facendo sul campo e chiaramente la conclusione di 60 milioni di italiani è che Putin sta andando male. In tal modo i governi occidentali, dopo aver creato questa rappresentazione collettiva attraverso la propaganda aggiungono l’elemento successivo ovvero: ‘Vedete che dobbiamo dare le armi?’. Ecco, allora milioni di persone pensano che Putin non è riuscito a fare la guerra lampo perché abbiamo dato armi agli ucraini quindi diamo loro sempre più armi. Ma è una grandissima mistificazione”, ha detto l’ospite della puntata. “Perché nel 2018 già registravo 100 mila soldati al fronte ammassati dalla Russia. Nessuno fa una guerra lampo in questo modo, ammassando 100 mila soldati già nel 2018 dando tutto il tempo al nemico che intende attaccare per armarsi e proteggersi. Inoltre, la guerra lampo, per chi abbia studiato le guerre, è l’invasione tedesca della Polonia del 1° settembre 1939. Si fa in un modo molto preciso e non c’entra niente con quello che la Russia sta facendo”, ha concluso.

Clicca qui per vedere la puntata

ARTICOLI CORRELATI

Orsini: ''Se non fermiamo l'espansione della Nato avremo altre guerre''

Ecco perché in Ucraina l'atomica è improbabile
di Alessandro Orsini

Alessandro Orsini: ''Le mie analisi sulla guerra toccano consorterie potenti''


L'Italia è in guerra
di Giorgio Bongiovanni

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy