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L'ennesima ingiustizia ai danni di un onesto e coraggioso commerciante dapprima colpito da Cosa Nostra e poi dalla inerzia con cui lo Stato tarda nell'istruire la pratica relativa ai fondi di rotazione per le vittime del racket. La storia di Santo Lo Bocchiaro mostra ancora una volta che sul fronte della lotta alle mafie e del sostegno verso gli imprenditori e commercianti che denunciano il Governo tace e con esso anche il Parlamento. Grottesco poi il fatto che mentre per la magistratura il riconoscimento della provvisionale è immediatamente esecutiva non così è invece per il Ministero degli Interni le cui lungaggini burocratiche paralizzano le imprese degli imprenditori che denunciano il racket e costringere, di fatto, l'imprenditore Lo Bocchiaro a lasciare Palermo. Lo vado ripetendo da anni: è inaccettabile che le aziende di chi si oppongono alle mafie debbano chiudere per colpa della inefficienza delle istituzioni. Invito il Governo Draghi e la sua maggioranza a rilanciare la lotta alle mafie ma anche ad eliminare quelle sacche di burocrazia inutile che mortifica gli onesti imprenditori.

Foto © Davide de Bari

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