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Ieri l’intervento in commissione Esteri del deputato di Alternativa C’è

''Una sconfitta clamorosa dell'Occidente, delle sue istituzioni e organizzazioni internazionali, delle sue scelte. Nelle relazioni dei ministri non ho sentito un'autocritica, se non una qualche ammissione tardiva, limitata e insufficiente. Questa è una disfatta. La prima cosa da evitare è annacquare l'analisi e pensare che lo show vada avanti comunque''. Ad affermarlo è Pino Cabras, deputato de L'Alternativa C'è e vicepresidente della Commissione Affari esteri e comunitari di Montecitorio in occasione dell'audizione del ministro degli Affari esteri, Luigi Di Maio, e del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, sulla crisi afghana e i suoi sviluppi davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. ''Il ministro Guerini - ha continuato Cabras - vuole salvare comunque i valori liberali dei paesi occidentali. Lo prendo in parola, benissimo. Allora, perché l'Occidente ha scelto di criminalizzare un suo figlio, Julian Assange, anziché ascoltarlo? Le cose giuste sull'Afghanistan, Assange le ha dette dieci anni fa. Ripartiamo da lì, facciamo davvero i liberali e offriamogli lo status di rifugiato politico: c'è una mozione che una maggioranza parlamentare rinvia da mesi. Discutiamo su Assange, ora, a settembre: facciamo un'operazione verità. È il modo migliore per affermare una svolta nel modo di trattare le questioni dell'Afghanistan. Partiamo dai dati duri di questi vent'anni trascorsi. Ho sentito parlare di conquiste: qualche scuola, qualche pozzo. Ma di quali conquiste parlate? Pozzi? Quanti pozzi si sarebbero potuti costruire con 2,5 trilioni di dollari spesi dagli USA e con gli 8,7 miliardi buttati via dall'Italia? Avremmo risolto la crisi idrica di interi continenti e di centinaia di popoli''.
''Invece - ha incalzato l'esponente de L'Alternativa C'è - abbiamo avuto centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi. Un modello di nation building disastroso. Gli USA hanno addestrato e armato 180mila soldati e 120mila membri delle forze dell'ordine per resistere in una transizione di un anno e mezzo. Sono stati travolti in dieci giorni dopo essere rimasti sguarniti dalle 200 basi USA. Vogliamo far finta di nulla su questo fallimento clamoroso?''. ''Venti anni di guerre -sottolinea il vicepresidente della commissione Esteri- in cui la partecipazione italiana ha sommato tante gravi perdite senza alcun vantaggio. Possiamo leggere in un unico quadro le costose guerre in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria e le costose sanzioni a Iran e Russia. Il piatto piange. Non si discute ancora della sproporzione tra la subalternità dentro una NATO che espande i fronti e la totale inesistenza di dividendi ottenuti. La Repubblica italiana perde sempre, in ogni avventurismo militare e diplomatico, per due lunghi decenni: la NATO così com'è risulta essere un pessimo affare per l'Italia''. ''Vanno ridiscusse profondamente - ha concluso Cabras - le condizioni di sicurezza dell'Europa, uscendo dai vicoli ciechi militaristi. La riforma della NATO è una questione urgente da non diluire nei resoconti burocratici della coda di una sconfitta e in un'esaltazione acritica di un'America idealizzata''.

Foto © Imagoeconomica

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