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Se l'Italia fosse un Paese civile oggi il Senatore Renzi avrebbe rassegnato le dimissioni. Come ricorderete in piena crisi di governo, una crisi, tra l'altro, da lui provocata, Renzi volò in Arabia Saudita per partecipare ad una conferenza e per incontrare il Principe Mohammed bin Salman. Oggi l'intelligence USA ha confermato quel che tutti sapevano, ovvero che fu proprio Mohammed bin Salman ad autorizzare l'omicidio di Jamal Khashoggi, un giornalista molto critico verso il regime saudita.
Khashoggi, il 2 ottobre del 2018, entrò nel consolato saudita di Istanbul per richiedere alcuni documenti. Non è più uscito. O meglio è uscito a pezzi, dopo essere stato assassinato dall'intelligence saudita arrivata appositamente da Riad.
Il Senatore Renzi, lo scorso 28 gennaio, ha intervistato Mohammed bin Salman offrendogli una serie di indecorose genuflessioni. Renzi, mentre aveva davanti il Principe saudita, sapeva benissimo che fosse sospettato di essere il mandante di un omicidio politico. Eppure stava lì ad elogiarlo, a leccargli le principesche natiche, a descrivere l'Arabia Saudita come il paese del nuovo Rinascimento. Perché tutto questo? Perché i sauditi lo ricoprono d'oro strapagandogli interventi alle conferenze organizzate dai fondi di investimento del Paese.
Se l'Italia fosse un Paese civile Renzi si sarebbe già dimesso da senatore. Ma non siamo ancora un Paese civile. Non lo siamo perché è legale che un senatore della Repubblica, pagato profumatamente dal Popolo italiano, che da Costituzione dovrebbe rappresentare la Nazione, riceva decine di migliaia di euro da un regime estero. Non siamo un Paese civile perché in troppi ritengono che esser furbi sia meglio che essere intellettualmente onesti. Ed il dramma è che quasi nessuno oggi, in Parlamento, ha la forza di opporsi a cotanta indecenza anche perché c'era un solo modo per stare dalla parte giusta della Storia: non governare più con lui. Punto.

Tratto da: facebook.com/dibattista.alessandro

Foto © Imagoeconomica

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