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Il 27 gennaio di 76 anni fa le truppe sovietiche entrarono nei campi di concentramento in Polonia mettendo fine allo sterminio di ebrei, rom, sinti, omosessuali, oppositori politici e dissidenti da parte dei nazisti. In ricordo della Giornata della Memoria riportiamo le parole della politica e partigiana Tina Anselmi, tratte dalla relazione finale della Commissione Parlamentare da lei presieduta sulla spoliazione dei beni agli ebrei.
"Nessuna storia saprà raccontare ciò che uomini e donne hanno vissuto quotidianamente con il conseguente peso d'angoscia, umiliazione e miseria. Certamente è questo il debito che si deve pagare, che è stato pagato in tutte le guerre e di cui molti hanno sofferto. Ma nel nostro caso ciò è avvenuto in attuazione di leggi e regolamenti discriminatori che hanno violentemente isolato una parte della nostra popolazione per il solo fatto della loro nascita. E' questa una vicenda senza precedenti che non deve mai più accadere; che non accadrà se ciascuno di noi, da oggi, non legittimerà in nessun modo la violazione dei diritti umani che devono essere a fondamento della società e delle leggi del nostro Paese".

Foto © Imagoeconomica

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