Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

di Giuseppe Lumia
La notizia degli scontri di gruppi mafiosi in Francia non va ignorata o sottovalutata.
Armati sino ai denti, si sono affrontati i mafiosi “arabi” e i mafiosi “ceceni”. Chi volesse sapere di più sulla dinamica dei gruppi e degli scontri potrebbe leggere quanto scritto da Salvatore Calleri della Fondazione Caponnetto al seguente link: www.omcom.org.

C’è una lezione da trarre? A ben riflettere sì, anzi più di una!

1. *La prima lezione: l'Alta Integrazione oltre che giusta conviene*.

Le mafie e i gruppi etnici che si radicano nelle città d’Europa "covano" al loro interno strutture mafiose in grado di fornire ai propri connazionali identità, senso di appartenenza, denaro e potere. Le democrazie sempre più arrancano nel garantire una sana integrazione. I valori occidentali sono in piena eclissi nel loro significato, per cui non hanno più la storica capacità attrattiva. Il disagio sociale e la crisi urbana del welfare arrecano danni su danni. Lasciare le città, e in particolare i quartieri popolari, in balía di povertà e disagio è terreno fertile per le mafie anche a carattere etnico.
Integrare, quindi, è giusto e conviene. Ma dobbiamo pensare e progettare l’Alta Integrazione, quella che migliora concretamente il volto urbano dei quartieri attraverso servizi di qualità, che produce benessere sociale e ambientale, diffuso e inclusivo. È una lezione per la Politica, naturalmente. Le culture progressiste devono recuperare la loro storica capacità di dare cittadinanza e dignità all’essere umano in quanto tale, qualunque sia la sua provenienza e storia. Le culture populiste devono capire che lasciar "marcire" il contesto sociale genera solo mostri da cui non sarà poi facile liberarsi.

2.* La seconda lezione: la Sicurezza è una risorsa delle democrazie.*

Sottovalutare la domanda di Sicurezza in genere è un errore. Con le mafie poi non si scherza! Non esiste giustificazione sociale che tenga: le mafie sono un male in sé; le democrazie devono comprendere che con esse non si può convivere, vanno solo eliminate. La Sicurezza va pertanto elevata a diritto di rango costituzionale, un diritto di nuova generazione, da curare con intelligenza in modo da scongiurare la caccia al diverso o qualunque forma di discriminazione sociale o razziale. La Sicurezza, piuttosto, deve rappresentare una risorsa vitale per crescere in uguaglianza e libertà. Anche questa è una lezione per la Politica: sia per i progressisti, affinché investano di più nella Sicurezza sana e democratica, sia per i populisti, affinché non usino questo tema per scatenare conflitti sociali.

3. *La terza lezione: l’Europa deve rompere gli indugi e investire sugli Stati Uniti d’Europa*.

I singoli Paesi di fronte alle mafie sono perdenti. I boss si muovono con una facilità estrema e stanno in rete. Le mafie italiane, come quelle operanti in Francia, Spagna, Germania, Belgio, Olanda sono radicate dappertutto. Solo un assetto Federale unitario può consentire di organizzare una efficace strategia di liberazione dalle mafie e dai sistemi di collusione sociale, economica e politica. Questa lezione la politica deve impararla sul serio e al più presto: i progressisti devono mollare l’ancora per compiere questo ulteriore e decisivo passo, senza più trincerarsi nella difesa dell’attuale e superata Unione Europea; i populisti devono mettere da parte il nostalgico e irrealizzabile ritorno al passato nelle diverse forme di nazionalismo, che rischiano di produrre solo progetti sterili o, se attuate, di generare guerre e drammi terribili per l'umanità.

Tratto da: omcom.org

Foto © Imagoeconomica

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy