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di AMDuemila
Lo scrittore e saggista italo-canadese intervenuto al Master in Intelligence dell'Università della Calabria

Di mafia se ne parla da circa 150 anni ma ancora oggi risulta non semplice individuarla, contrastarla e quindi sconfiggerla. Lo sa bene Antonio Nicaso, saggista e scrittore di grandi libri sul tema, che ieri è intervenuto al Master in Intelligence dell'Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri. “C’è una difficoltà a comprendere le mafie e a definirle. - ha affermato Nicaso - Non sono fenomeni strettamente locali perché riescono a riprodursi con successo anche in territori lontani da quelli d'origine e si distinguono dalla criminalità organizzata per la loro capacità di fare sistema". Le organizzazioni mafiose, ha continuato la propria analisi del fenomeno Nicaso, “possono inizialmente essere spiegate con le teorie di controllo sociale che erano funzionali al potere". Inoltre, ha aggiunto, “non sono mai state rivoluzionarie in quanto fenomeni di classi dirigenti”. Proiettando il fenomeno sulla storia del Pease, Nicaso ha parlato del contrasto alla mafia ai tempi dell’Italia Fascista. “Il fascismo ha combattuto solo la mafia degli stracci", ha affermato lo scrittore ricordando le difficoltà "soprattutto politiche, incontrate dal prefetto Cesare Mori a risalire 'su per li rami', come lo stesso funzionario ricordava nell'omonimo libro autobiografico. Infatti - ha spiegato - le mafie sono sistemi di potere non semplice violenza organizzata".

La 'ndrangheta
In questi anni Antonio Nicaso ha scritto numerosi libri sulla ‘ndrangheta, spesso in compagnia del procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri, diventando un esperto dello studio dell’organizzazione criminale calabrese. “La 'Ndrangheta è un'organizzazione sempre meno eversiva e sempre meno violenta, in quanto costantemente legata al controllo del territorio”. Forse è per questo motivo che “è stata sottovalutata” e con essa la sua “dimensione economica, che si distingue da quella delle altre organizzazioni criminali”. “Se nel 2007 non ci fosse stata la strage di Duisburg, - ha proseguito sul punto Nicaso - la 'Ndrangheta non sarebbe stata percepita come pericolo planetario”. Per quanto concerne l’anatomia della ‘ndrangheta, invece, “occorre distinguere tre categorie: chi produce beni e servizi illegali, chi li commercializza e chi governa il territorio in cui quei beni e servizi vengono anche venduti. Quest'ultimo aspetto è una caratteristica determinante per controllare i flussi elettorali (condizionare i risultati), risolvere dispute (esercitare la giustizia), condizionare l'economia (alterare le regole del mercato)”. In tutto ciò, ha sottolineato il saggista, "il rapporto con il potere è un elemento costitutivo della 'Ndrangheta”.

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Antonio Nicaso e Nicola Gratteri


La mafia all’estero
Per quanto riguarda la presenza mafiosa all’estero, in particolare la ‘ndrangheta, Nicaso ha sottolineato che “secondo l’Interpol Ndrangheta è presente in trenta paesi dei cinque continenti”. "Nei paesi dell'est la mafia sta intercettando i fondi europei con la costituzione di società miste, mettendo a disposizione risorse economiche e persone. Quindi per qualcuno viene addirittura vista come un'opportunità”. Lo scrittore ha poi approfondito quanto sta accadendo in Canada, il paese dove vive. “In Canada è possibile investire in società di comodo che non hanno l'obbligo di comunicare il beneficiario degli finanziamenti. Sarebbe utile creare una sorta di pubblico registro dove ogni titolo immobiliare dovrebbe corrispondere a una persona fisica. Questo potrebbe significare il blocco dell'attività edilizia ma occorre riflettere sulla circostanza che l'anno scorso a Toronto si siano costruiti il maggior numero di appartamenti del mondo, sebbene il 30 per cento di quelli già realizzati risultino sfitti". In Inghilterra invece, il fatto che il paese è uscito dall’Unione Europea, "può rappresentare un grande problema, rendendo il Regno Unito sempre più permeabile al malaffare, essendo sede di paradisi fiscali, come i possedimenti privati della Corona, e della piazza finanziaria più importante del mondo, la City di Londra, dove confluiscono capitali da ogni dove".

Meno parole, più fatti
Alla luce di tutto ciò viene da chiedersi come poter far fronte a questo fenomeno. Sicuramente "non abbiamo bisogno di parole e di prediche inutili ma di fatti e di esempi concreti. - ha detto Nicaso - Bisogna investire in cultura e ricerca, bisogna porre mano alle necessarie riforme normative e, sull'esempio dell'Interpol, dare vita a strategie congiunte di contrasto". "Bisogna affrancarsi dal bisogno e dalla paura. E per farlo bisogna dimostrare coraggio, ma anche determinazione, soprattutto sul fronte politico la lotta alle mafie - ha concluso - è una battaglia che deve diventare prioritaria nelle agende di ogni governo".

Foto © Imagoeconomica

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