di Antonio Ingroia
Tutti, ma proprio tutti i grandi opinionisti dei grandi giornaloni ad affannarsi per il troncare e sopire di manzoniana memoria. Cancellare la notizia, ignorandola, o precisare per ridimensionare. I più schierati precisano che Graviano è mafioso, quindi uomo di merda, e perciò inattendibile perché assassino, vedi la prima pagina de Il Giornale di oggi (in foto). I più soft, i furbi, i meno (apparentemente) schierati si sono affrettati a dire: chissà Graviano che oscuri obiettivi ha, chissà cosa vuole ottenere, chissà a chi manda messaggi criptici. Tutti ad ispirare diffidenza sulle possibili verità che Graviano ha già detto e potrà dire. il giornale prima pagina
Sbagliano tutti, sapendo di sbagliare. Perché hanno una paura fottuta.
Io so cosa Graviano vuole dire ma siamo in una fase molto delicata e dovrò interrogare Graviano presto. Non credo sia opportuno che io anticipi le mie idee. Ma Graviano potrà aiutare la verità ed ha cominciato a farlo. E l’ha fatto pubblicamente. Questo conta.
In fondo ha pure ragione quando dice di non essere il “vero” responsabile delle stragi. I “veri” responsabili sono i mandanti, non gli organizzatori ed esecutori. Solo che lui ha pagato. Gli altri no. Anzi, se ne sono avvalsi.
Ne riparliamo, ma una cosa è certa: Graviano ora ha il pallino in mano, gli altri hanno paura che lui parli davvero, e gli mandano messaggi attraverso la stampa - loro a lui - per dissuaderlo. Il panico si diffonde. Siamo in un momento storico. Ne riparliamo.
Antonio Ingroia, sempre dalla parte di Verità e Giustizia. Ad ogni costo.

Tratto da: facebook.com/1540150460

Foto di copertina © Imagoeconomica

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