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Da tempo l'istituto dei collaboratori e dei testimoni di giustizia è sotto attacco. Una situazione devastante sotto tanti punti di vista. Lo abbiamo denunciato anche in altre occasioni. 
In questi anni c'è stata un'escalation di fatti criminosi a danno di collaboratori e testimoni di giustizia. Fatti da cui si evincono delle carenze normative, oltre a criticità e pericoli, relative ai soggetti che intraprendono questo percorso, spesso purtroppo 'determinati dall’inadeguatezza del Servizio centrale di protezione'. Oggi un collaboratore di giustizia o un familiare sul piano istituzionale non ha alcun tipo di sostegno. A chi possono denunciare eventuali criticità? La Commissione parlamentare antimafia in questa legislatura non ha istituito un Comitato di riferimento e così facendo il collaboratore di giustizia o il testimone si trova spalle al muro, specie se deve denunciare quel che non funziona nel servizio centrale di protezione. 
E uno dei dati più gravi è che non solo si fa finta di non vedere, ma proprio non si vuole ascoltare neanche. 
A questo quadro devastante dell'Ambito Tutorio si sono aggiunte le Prefetture che seguono alla lettera gli atti di indirizzo politico. 
I Prefetti si uniformato ad ogni Esecutivo ma non hanno capito che nell'Ambito Tutorio ci può scappare il morto. Sarebbe opportuno anche da parte della Stampa non asservita fare emergere queste criticità. 
Questo Esecutivo è stato devastante per i Collaboratori di Giustizia e per gli Avvocati non schermati dalla Politica. 
Spesso ci siamo trovati soli contro tutti e devo dire che il bersaglio più facile da colpire è proprio l'avvocato del Collaboratore che potrebbe parlare. 
Se le Prefetture non ci tutelano viene consequenziale la mancata tutela del Collaboratore.
L'ennesima azione che va a scapito del collaboratore e che colpisce anche chi li difende. 
La vita sotto Programma di protezione non è facile. Ed il risultato è che si rischia di "pentirsi" di essersi "pentito".  
Nella misura consentita cerchiamo di tutelare I più esposti ed i più ambiti dalla becera Politica ritorsiva e sordomuta. 
L'Ambito Tutorio è un mondo nel mondo. Tutto segreto e tutto "classificato", motivo per cui se non ci ascoltano i Prefetti, oppure il Ministero dell'Interno, non possiamo nemmeno lamentarci. 
Non c'è una Politica attenta a tale Ambito. Ho già ribadito che in mancanza del X Comitato -  che fungeva da Entità di Garanzia Parlamentare - in Commissione Antimafia occorreva un Garante per I Diritti dei Tutelati. 
Tutti hanno un garante. Perché i Collaboratori no? Vado oltre. Sistematicamente, per ogni consultazione elettorale, viene precluso sovente il diritto di voto ai familiari che sono sotto il Programma di protezione. Parliamo di 4.000 voti circa che vengono dispersi. Non devono avere voce in capitolo. Questa è la strategia. Inoltre chi amplifica i loro bisogni e denuncia le loro necessità finisce nel "mirino". Non è semplice operare a determinati livelli. E la conseguenza è che presto il timore sovente potrebbe prevalere sulla ragione. 

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