L’iniziativa dello psicologo e artista internazionale Hypnos ispirata a Gaspare Mutolo
Portare l’arte dietro le sbarre per trasformare la sofferenza in consapevolezza, la colpa in creazione, la pena in rinascita. È questa la visione di Gilberto Di Benedetto, psicologo e artista conosciuto nel mondo come Hypnos, che lancia un progetto dal titolo emblematico: “Da Cosa Nostra a Cosa Vostra – L’arte come strumento di redenzione.”
L’iniziativa si ispira alla figura di Gaspare Mutolo, l’ex mafioso divenuto collaboratore di giustizia e pittore, simbolo di come l’arte possa farsi via di liberazione interiore.
Hypnos raccoglie quel percorso di metamorfosi e lo trasforma in un cammino collettivo: portare la pittura, la scultura e le arti visive all’interno delle carceri italiane come strumenti di espressione, equilibrio e rinascita spirituale.
"In un luogo di dolore come il carcere,” spiega Hypnos, “possono nascere artisti di grande profondità, perché lì si pensa, si riflette, si medita. Lì si pagano i debiti con la giustizia, e davanti a Dio, chi riconosce i propri debiti è più avanti di chi li nega"
Il progetto, posto idealmente sotto la protezione della Madonna dei debitori, vuole dare voce a chi sconta la propria pena ma conserva la capacità di creare, di trasformare il male in bellezza e la colpa in opera.
Per Hypnos, l’arte è un riequilibratore tra i due emisferi cerebrali, il destro e il sinistro: il primo sede dell’intuizione, dell’immaginazione e del sentire; il secondo della logica, dell’ordine e dell’analisi.
Attraverso la creazione artistica, questi due mondi interiori tornano a dialogare, ricomponendo nell’individuo l’unità tra pensiero ed emozione, tra ragione e spiritualità.
Commosso e profondamente toccato dall’iniziativa, Gaspare Mutolo ha voluto condividere un pensiero che dà senso e respiro al progetto:
“Lo potete pubblicare, e sono certo che moltissime persone resteranno contente e vi ringrazieranno… e il primo sono io. Grazie. Toccherà diversi cuori. Avete spiegato quello che non potevo mai spiegare. Questo era il pensiero che avevano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino".
Parole che sigillano il valore morale e umano dell’iniziativa: un dialogo ideale tra arte, giustizia e coscienza.
“Da Cosa Nostra a Cosa Vostra” non è solo un titolo provocatorio, ma un manifesto di rinascita e di fede nell’uomo: un invito a riconoscere che l’arte appartiene a tutti, anche – e forse soprattutto – a chi ha imparato il prezzo del proprio errore.
Tratto da: edicolaitalia.altervista.org
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