La guerra non è finita; solo il tuono sopra di noi si è stancato.
Ho ancora così tanto da dire, così tanto dolore che mi cova dentro come un corpo insepolto, ma la vita mi tiene la gola con la sua mano, senza lasciarmi respiro, silenzio, tempo per parlare.
Vagabondiamo come condannati, alla ricerca di un luogo che ci ricordi, di una casa che non esiste più, di una terra che ci accolga senza chiederci chi eravamo prima delle rovine.
Cerchiamo muri che possano perdonarci per essere partiti, una porta che si apra ancora al nostro nome. La nostra casa non c'è più, e la terra che non ospita più una casa per noi non è patria, solo una tomba senza nome. Tutto è tragico.
La guerra non si è fermata; ha solo cambiato volto. Non cade più dal cielo; si insinua dentro di noi, nella nostra stanchezza, nel nostro silenzioso terrore, nell'infinita ricerca di una nuova casa che non porterà mai il profumo di quella vecchia.
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