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Flussi finanziari dalla 'Ndrangheta ai narcotrafficanti: imputati usavano rete Sky-Ecc

AMDuemila

A Trento, si terrà un processo riguardante il riciclaggio di una somma superiore a 18 milioni di euro provenienti dal traffico internazionale di droga. Tale riciclaggio è il risultato di collaborazioni criminali tra la 'Ndrangheta di San Luca e quella del Crotonese, coinvolgendo figure legate alle famiglie criminali di Cirò e Cutro. La notizia è stata riportata dal 'Quotidiano del Sud' specificando che il giudizio immediato è stato fissato per il 16 maggio 2024, coinvolgendo 21 imputati, su decisione del giudice Enrico Borrelli, che ha accettato la richiesta del procuratore distrettuale Sandro Raimondi e del sostituto Davide Ognibene. Questo processo è in parallelo con l'operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, denominata "Aspromonte Emiliano", condotta lo scorso maggio. Questa operazione ha portato allo smantellamento di un'organizzazione criminale dedicata al traffico di droga, coinvolgendo presunti affiliati sia alla 'Ndrangheta reggina che a quella crotonese, insieme a narcotrafficanti sudamericani. L'organizzazione è sospettata di aver gestito traffici del valore di diversi milioni di euro, di cui almeno cinque sarebbero stati riciclati grazie alla collaborazione di individui cinesi coinvolti nel cosiddetto "fei ch’ien", ovvero il denaro volante.
I proventi, secondo gli investigatori, risultano essere stati reinvestiti attraverso società di capitali formalmente intestate a prestanome. Queste società sono state utilizzate per emettere fatture relative a transazioni inesistenti, servendo allo stesso tempo da copertura logistica e documentale per "camuffare" i trasporti di droga durante il periodo di lockdown causato dalla pandemia di Covid. Durante l'estate dello scorso anno, la Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna ha comunicato la conclusione delle indagini a circa quaranta individui. Parallelamente, ha preso avvio un nuovo ramo d'indagine gestito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trento. Le indagini erano coordinate dal Servizio Centrale Investigazioni Criminali per l'Economia (Scico) della Guardia di Finanza, il cui agente infiltrato è riuscito a penetrare nella rete criminale responsabile del riciclaggio di denaro contante, proveniente dalla vendita di droga e destinato ai narcotrafficanti sudamericani.
Durante questa fase investigativa, è emerso un complesso meccanismo sottostante la consegna di denaro per il pagamento e l'anticipo di partite di droga. Questo processo coinvolge una serie di passaggi caratterizzati da rischi minimi e si basa su sistemi di messaggistica istantanea installati su telefoni crittografati, chiaramente concepiti per eludere eventuali intercettazioni.

Chat criptate
Gli imputati, secondo l'accusa, gestivano le loro attività nel traffico di droga attraverso la creazione di gruppi su una chat crittografata denominata SKY ECC, garantendo così un ambiente sicuro e indisturbato. I broker utilizzavano numeri di telefono sudamericani per verificare la disponibilità dei prelevatori di denaro, fornendo loro istruzioni dettagliate su giorno, ora, coordinate geografiche per la consegna e altre informazioni cruciali per i corrieri incaricati.
Una volta ottenuta la conferma della disponibilità del prelevatore, i broker richiedevano un numero seriale di banconota (token) tramite messaggistica. Successivamente, il prelevatore e il corriere si incontravano, utilizzando la banconota token come segno di riconoscimento, firmando e datando l'importo. A conferma dello scambio, veniva inviata al broker sudamericano una foto della banconota. Il prelevatore depositava quindi il denaro su conti bancari collegati a lui, da cui venivano effettuati bonifici verso aziende commerciali in Asia e Sudamerica, trattenendo una percentuale a titolo di commissione.
La giurisdizione dei giudici trentini si basa sul fatto che le somme considerevoli, nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro per ogni transazione, venivano versate su conti bancari a Trento dagli intermediari designati dall'organizzazione. Successivamente, tali fondi venivano trasferiti all'estero.

Fonte: quotidianodelsud.it

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