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Uno di loro è il figlio del giornalista Wael Dahdou che aveva già perso parte della famiglia in un bombardamento. Nella Striscia 22.835 morti

Due giornalisti sono rimasti uccisi questa mattina in un raid Israeliano a Khan Yunis, riferisce l’agenzia Wafa: si tratta di Mustafa Abu Thuraya e Hamza Dahdouh. Quest’ultimo sarebbe il figlio del noto capo redattore di Al Jazeera a Gaza, Wael Al-Dahdouh, la cui storia fece il giro del mondo: apprese mentre era in un ospedale per girare un servizio sugli attacchi israeliani che un raid aveva sterminato gran parte della sua famiglia, come ricorda l’agenzia Anadolu. Wael stesso era stato ferito da un cecchino israeliano. Oggi l’ennesimo lutto con l’uccisione del figlio maggiore, ucciso da un drone israeliano.
L’emittente qatariota Al Jazeera ha condannato con forza l’uccisione di due suoi giornalisti in un raid israeliano a nord di Rafah. L’attacco dimostra “senza dubbio - denuncia l’emittente per cui lavoravano Hamza Dahdouh e Mustafa Thuraya - la determinazione delle forze israeliane a continuare questi brutali attacchi contro i giornalisti e le loro famiglie, con l’obiettivo di scoraggiarli dallo svolgimento della loro missione, violando i principi della libertà di stampa”. Al Jazeera ha chiesto che “la Corte penale internazionale, i governi, le organizzazioni per i diritti umani e le Nazioni Unite ritengano Israele responsabile dei suoi crimini orribili” e ha chiesto che smetta di “prendere di mira e uccidere i giornalisti”. Infine, il network con sede a Doha ha promesso di adottare “tutte le misure legali per perseguire gli autori di questi crimini” e si è impegnata a sostenere “tutti i giornalisti a Gaza”.
Intanto ieri almeno 16 persone sono state assassinate in bombardamenti israeliani, rende noto l’agenzia di stampa palestinese Wafa. Secondo fonti locali citate dalla Wafa, 12 civili sono stati uccisi e altri 50 feriti in un attacco contro un appartamento della città meridionale di Khan Yunis. L’agenzia palestinese afferma che altre quattro persone sono morte invece per le bombe cadute su una scuola gestita dall’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (Unrwa) nel campo profughi di Maghazi, nella città centrale di Deir al-Balah. Il bilancio delle vittime nell’enclave è salito a 22.835.
Morti anche a Jenin, in Cisgiordania, dove nella notte un attacco aereo israeliano ha ucciso sei persone.
Lo rende noto il Ministero della Sanità palestinese, citato dai media internazionali. Sulla sua pagina Facebook in arabo, il dicastero con sede a Ramallah specifica che il bombardamento ha colpito un assembramento di cittadini nella città situata nel nord del territorio palestinese.
Israele afferma che le persone uccise stanotte a Jenin facevano parte di un gruppo di uomini armati palestinesi che stavano lanciando esplosivi contro truppe impegnate in un’operazione antiterrorismo in Cisgiordania. In un comunicato citato dai media locali le Forze di difesa israeliane (Idf) spiegano che quattro agenti della polizia di frontiera sono rimasti feriti da una bomba piazzata sul ciglio di una strada a Jenin ed esplosa al passaggio di un veicolo delle forze dell’ordine: durante l’estrazione degli agenti feriti, un elicottero ha effettuato un attacco aereo contro il gruppo armato che lanciava esplosivi contro le truppe. Il ministero della Sanità palestinese ha affermato che sei persone sono state uccise nell’attacco.

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Nuovo attentato in Cisgiordania, ucciso assalitore e bimba di 4 anni
Un’israeliana è stata ferita oggi in Cisgiordania quando un’automobile guidata da un palestinese l’ha travolta all’altezza del villaggio palestinese di Bidu. Lo ha riferito la radio militare secondo cui l’assalitore è stato “neutralizzato”. Si tratta del secondo attentato oggi in poche ore in arterie della Cisgiordania.
Nel sparare all’assalitore una bambina palestinese di 4 anni è rimasta uccisa dal fuoco di militari israeliani. Lo afferma l’agenzia di stampa palestinese Maan secondo cui è stata colpita dal fuoco di agenti della Guardia di frontiera in direzione dell’automobile di un palestinese che aveva appena travolto due agenti. L’autista è stato ”neutralizzato” e le sue condizioni non sono note. Un’agente israeliana è rimasta ferita in modo non grave. La polizia israeliana ha ammesso di aver ucciso per errore la bambina . I poliziotti hanno immediatamente aperto il fuoco, uccidendo entrambi gli occupanti dell’auto, ma gli spari hanno colpito anche un veicolo che viaggiava dietro ed al cui interno si trovava la bimba. Gravemente ferita, è stata dichiarata morta poco dopo dai soccorritori accorsi sulla scena.

“Usa temono che Netanyahu voglia allargare la guerra al Libano”
Gli Usa temono che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu possa considerare l’espansione della guerra in Libano come la chiave per la sua sopravvivenza politica, date le critiche interne per l’incapacità del suo governo di prevenire l’attacco di Hamas del 7 ottobre. Lo scrive il Washington Post, che cita come fonte numerosi funzionari amministrativi e diplomatici. In conversazioni private, l’amministrazione Usa ha messo in guardia Israele da una significativa escalation in Libano, scrive il quotidiano americano. Se dovesse farlo, una nuova analisi riservata della Defense Intelligence Agency (Dia) ha rilevato che sarà difficile per le Forze di Difesa Israeliane (Idf) raggiungere i risultati sperati in quanto le loro risorse e mezzi militari sarebbero provati dato il conflitto a Gaza, aggiunge il Washington Post citando due fonti informate.
Nel frattempo il segretario di Stato americano, Antony Blinken, arrivato ieri sera ad Amman nell’ambito della sua quarta tournée diplomatica in Medio Oriente dall’inizio del conflitto a Gaza, tesa a prevenirne un allargamento, oggi prevede di incontrare re Abdullah II di Giordania. Il capo della diplomazia Usa, che discuterà col sovrano anche il problema degli aiuti agli abitanti della Striscia di Gaza, ha anche in programma una visita a una struttura gestita dal Programma alimentare mondiale (Pam-Wfp) dell’Onu ad Amman, secondo quanto rivelato da fonti del Dipartimento di Stato.
In brevi dichiarazioni rese a Creta prima di imbarcarsi per Amman, ieri Blinken ha espresso “viva preoccupazione” per la tensione e la violenza crescenti al confine fra Israele e Libano dopo l’uccisione in un raid a Beirut del numero due di Hamas, Saleh al-Arouri.Vogliamo fare tutto il possibile per evitare che ci sia un’escalation” fra Israele e Libano e per fermare quello che ha chiamato “il ciclo senza fine di violenza”.


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Save the Children: “10 bambini al giorno amputati a Gaza”
Più di 10 bambini al giorno, in media, hanno perso una o entrambe le gambe a Gaza dall’inizio del conflitto tre mesi fa. A denunciarlo è Save the Children, riportando in una nota che dal 7 ottobre, secondo l’Unicef, a più di 1.000 bambini sono state amputate una o entrambe le gambe. Molte di queste operazioni - ricorda l’Ong - sono state effettuate senza anestesia, a causa della paralisi del sistema sanitario nella Striscia provocata dal conflitto e della grave carenza di medici e infermieri e di forniture mediche come anestetici e antibiotici, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). “Ho visto medici e infermieri completamente sopraffatti mentre i bambini arrivavano con ferite da esplosione. L’impatto nel vedere i piccoli soffrire così tanto e non avere le attrezzature e le medicine per curarli o alleviare il dolore è troppo forte anche per i professionisti più esperti”, racconta Jason Lee, direttore di Save the Children nei Territori palestinesi occupati. “Anche in una zona di guerra, la vista e la voce di un bambino mutilato dalle bombe non possono essere accettati né tantomeno compresi”.

Mezzaluna Rossa cura pazienti usando torce
I volontari della Mezzaluna Rossa Palestinese (Prcs) stanno curando i palestinesi feriti dagli attacchi israeliani usando torce elettriche a causa della carenza di carburante ed elettricità nelle strutture mediche. In un video pubblicato oggi su X, si vedono volontari della Prcs curare un uomo ferito nell’oscurità mentre un altro volontario tiene in mano una torcia in un punto medico della Mezzaluna rossa a Jabalia, nel nord di Gaza. “Nonostante l’interruzione di corrente, i nostri volontari continuano a lavorare nel punto medico Prcs a Jabalia, nel nord di Gaza, per salvare la vita dei pazienti e dei feriti, a causa della carenza di forniture mediche e farmaci”, si legge nel post.

Herzog: “Reinsediamento palestinesi? Non è posizione di Israele”
Il reinsediamento dei palestinesi fuori da Gaza “non è ufficialmente” la posizione di Israele. Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog a Nbc News, commentando le dichiarazioni di alcuni membri del governo. Lo sfollamento forzato dalla Striscia “non è assolutamente” la posizione di Israele, ma ha aggiunto che “in una società in cui la libertà di parola è la base del nostro Dna, le persone possono dire ciò che vogliono”. Herzog ha detto che i funzionari “parlavano dell’abbandono volontario della Striscia, ma io dico apertamente, ufficialmente e inequivocabilmente che questa non è la posizione israeliana”.

In foto di copertina da sinistra: Mustafa Abu Thuraya e Hamza Dahdouh

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