Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Israele propone due settimane di tregua in cambio di ostaggi. Hamas rifiuta: “Niente accordo senza la fine di questa guerra contro il nostro popolo

Il bilancio dei morti a Gaza ha raggiunto 20.057 vittime e 53.320 feriti dal 7 ottobre scorso. Lo ha annunciato il ministero della Salute palestinese sui propri profili social. Nelle ultime 48 ore, aggiunge la nota, nella Striscia di Gaza si sono registrate 390 vittime e 734 feriti. Inoltre, un rapporto pubblicato oggi dalle Nazioni Unite rileva che più di mezzo milione di persone a Gaza stanno “morendo di fame” a causa dell’insufficiente quantità di cibo che è entrata nel territorio dallo scoppio della guerra, ormai più di 2 mesi fa. “È una situazione in cui più o meno tutti a Gaza sono affamati”, ha detto il capo economista del Programma alimentare mondiale Arif Husain, avvertendo che, se la guerra tra Israele e Hamas continuerà agli stessi livelli e le consegne di cibo non saranno ripristinate, la popolazione potrebbe affrontare “una vera e propria carestia entro i prossimi sei mesi”. Il rapporto pubblicato da 23 agenzie Onu e non governative ha rilevato che l’intera popolazione di Gaza è in crisi alimentare, con 576.600 persone a livelli catastrofici di fame.

Oltre la carenza di cibo, denunciata anche da Oxfam, a Gaza, specialmente nel Nord dell’enclave, non c’è più alcun ospedale funzionante a causa della mancanza di personale, carburante e medicinali. Lo denuncia l’Organizzazione mondiale della sanità. In un incontro con i giornalisti a Gerusalemme collegato dalla Striscia, Richard Pepperkorn, rappresentante dell’Oms a Gaza, ha detto: “Attualmente non ci sono più ospedali nel nord che funzionino. L’ultimo rimasto era Al-Ahli, ma adesso è al minimo della sua funzionalità”.

“Israele ha proposto 2 settimane di tregua in cambio di ostaggi”
Funzionari israeliani stanno discutendo altre proposte per convincere Hamas ad un negoziato che porti ad un nuovo scambio di ostaggi, nonostante la fazione islamica abbia chiesto come condizione ineludibile per questo la fine della “aggressione” a Gaza. Lo ha riportato la tv Kan che cita fonti a conoscenza del dossier. Una delle possibilità studiate - e sulle quali Hamas starebbe riflettendo - è quella, secondo quanto riferito, di una tregua di circa 2 settimane in cambio di decine di ostaggi. In precedenza la fazione islamica ha respinto una proposta di una settimana di tregua in cambio di 40 rapiti.
Hamas, invece, insiste. “L’accordo di scambio può essere raggiunto, ma non senza un cessate il fuoco duraturo e la fine di questa guerra contro il popolo palestinese”, ha detto alla tv satellitare Al-Jazeera Husam Badran dell’ufficio politico del gruppo con un riferimento agli ostaggi trattenuti da Hamas nella Striscia di Gaza dall’attacco del 7 ottobre in Israele e ai prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. Poi, ha proseguito, “tutte le questioni saranno oggetto di trattative e potranno essere messe sul tavolo”.


gaza civili dep 564547598


Altri due soldati israeliani morti: il totale è 139. Si ritira la Brigata Golani
Nel frattempo l’esercito israeliano ha annunciato la morte di altri 2 soldati riservisti uccisi in combattimento a Gaza. Si tratta del riservista Tal Shua (31 anni) e di Shai Ayeli (21). Il bilancio dei soldati caduti - dall’avvio dell’operazione di terra nella Striscia - è ora di 139. La brigata Golani, forze speciali israeliane, si è ritirata, ufficialmente per riorganizzarsi, dopo un’imboscata in cui è stato ucciso, assieme ad altri dieci soldati, il colonnello Itzhak Ben Basat. Si tratta dell’ufficiale più alto in grado ucciso nella Striscia dall’inizio dell’invasione. Sempre riguardo alle notizie sul campo, dalla fine della tregua a Gaza, le forze israeliane hanno eliminato “oltre 2.000 terroristi” di Hamas. “Ciò è avvenuto dal cielo, dal mare e da terra”, ha affermato il portavoce militare Daniel Hagari. Artificieri militari, ha aggiunto, hanno fatto esplodere il ‘Quartiere dei dirigenti’ politici e militari di Hamas: “Abbiamo distrutto quella vasta rete di tunnel, una struttura di terrorismo strategico realizzata da Hamas nel centro della città di Gaza”. Intanto a Khan Yunis, nel settore sud della Striscia, cinque brigate dell’esercito sono impegnate in combattimenti contro Hamas, “in particolare sotto il livello terrestre”.
Il capo del comando meridionale dell’Esercito israeliano (Idf) , il maggiore generale Yaron Finkelman, afferma che l’esercito si trova in “un’altra fase significativa dell’offensiva, in nuove aree”. “Questa offensiva continuerà e continuerà ad andare avanti. Continuerà con la pressione contro il nemico in superficie e nel sottosuolo. Continueremo ad avanzare qui e in altre aree in cui non abbiamo ancora manovrato”, ha affermato parlando ai militari della 98.ma divisione a Khan Yunis (Gaza), come mostra un video delle Idf. 

Ordinata l’evacuazione di una parte di Khan Younis
Israele ha ordinato due giorni fa l’evacuazione di una vasta area di Khan Yunis, la più grande città nel sud della Striscia di Gaza, dove si sono rifugiati molti palestinesi sfollati a causa del conflitto contro Hamas. Lo rende noto L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha). Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ordinato “l’evacuazione immediata” di un’area “che copre circa il 20%” di Khan Yunis, rileva un rapporto pubblicato dall’Ocha. “L’entità degli sfollamenti risultanti dall’ordine di evacuazione non è chiara”, viene specificato. Secondo l’organizzazione Onu, l’area ospitava più di 111.000 abitanti prima dell’inizio dell’offensiva israeliana due mesi fa e ora conta circa 141.000 palestinesi rifugiatisi in 32 campi profughi. Lunedì l’esercito israeliano ha comunicato che stava intensificando le sue operazioni a Khan Yunis. 

Onu: “Denunciate esecuzioni sommarie di Israele su 11 palestinesi”
L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Unhchr) ha affermato di aver ricevuto informazioni “inquietanti” secondo cui le Forze di difesa israeliane (Idf) avrebbero ucciso sommariamente almeno 11 uomini palestinesi davanti ai loro familiari a Gaza. Un rapporto dell’Unhchr citato dai media internazionali afferma che l’incidente sarebbe avvenuto due giorni fa nel quartiere di Al Remal a Gaza City, “sulla scia di precedenti accuse riguardanti il deliberato attacco e l’uccisione di civili per mano delle forze israeliane”. Secondo quanto riferito, i soldati delle Idf avrebbero circondato e fatto irruzione in un edificio dove diverse famiglie si erano rifugiate quella notte. Secondo i resoconti dei testimoni, le truppe israeliane avrebbero “separato gli uomini dalle donne e dai bambini, e poi hanno sparato uccidendo almeno 11 uomini, per lo più tra i 20 e i 30 anni, davanti ai loro familiari”, si legge nel rapporto. L’Unhchr ha affermato di aver confermato gli omicidi avvenuti negli edifici, sebbene dettagli e circostanze siano ancora in fase di verifica. L’agenzia Onu ha avvertito che queste accuse “danno l’allarme sulla possibile commissione di un crimine di guerra” e ha chiesto alle autorità israeliane di aprire immediatamente un’indagine indipendente. 

ARTICOLI CORRELATI

Palestina: se avete il coraggio leggete!
Di Giorgio Bongiovanni

Gaza, raid su campo profughi uccide 25 palestinesi. Colpito reparto maternità a Khan Younis

Gaza, Israele uccide tre ostaggi ''per errore'', proteste a Tel Aviv: ''Avviate i negoziati''

Gaza, Usa mettono il veto sul cessate il fuoco. Ong di tutto il mondo contro Washington

Gaza, Unrwa: ''Stiamo raggiungendo punto di non ritorno''. Nella Striscia 17.487 vittime

Gaza, infuriano gli scontri. L'Onu denuncia: situazione apocalittica

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos