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Macron sente Netanyahu: “Giungere a cessate il fuoco duraturo”. Il Consiglio di sicurezza Onu si riunisce per votare la richiesta cessate il fuoco di Guterres

È salito a 17.487 il numero di morti a Gaza dall’inizio della guerra, secondo quanto riferito dal ministero della sanità di Hamas. “Ogni giorno perdiamo decine di feriti a causa della mancanza di cure e del ritardo nel farli uscire da Gaza”, ha affermato il portavoce Ashraf al-Qudra. Nella Striscia stiamo raggiungendo il punto di non ritorno, denuncia l'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) che dall'inizio della guerra ha perso 133 dei suoi dipendenti. Il direttore, Philippe Lazzarini, chiede più finanziamenti. "I Paesi devono trovare la volontà politica per porre fine a questa tragedia. Non agire ora per fermare la carneficina macchierà per sempre la nostra credibilità come rappresentanti della comunità internazionale e alimenterà cicli senza fine di violenza in cui rimarremo alla fine tutti bloccati", ha affermato.
Nell’enclave, oltre alle vittime che continuano a salire, 21 ospedali sono fuori servizio. Secondo gli ultimi dati del dipartimento dei media del governo di Gaza, almeno 110 centri sanitari hanno cessato le operazioni insieme a 21 ospedali da quando la guerra di Israele a Gaza è iniziata il 7 ottobre. Il rapporto, riportato da Al Jazeera, afferma inoltre che 287 operatori sanitari sono stati uccisi negli attacchi israeliani nello stesso periodo e che la distruzione di almeno 58 ambulanze ha gravemente ostacolato il trasporto dei feriti verso i luoghi in cui le cure sono ancora disponibili a Gaza.

Macron sente Netanyahu e chiede un “cessate il fuoco duraturo”
Sul piano diplomatico il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso di un colloquio telefonico con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, ha espresso "la necessità di proteggere i civili di Gaza e sottolineato l'importanza di giungere ad un cessate il fuoco duraturo": è quanto si legge in una nota diffusa dall'Eliseo. Parlando con Netanyahu, Macron ha sottolineato la necessità ''cruciale'' che i civili di Gaza ricevano l'aiuto di cui hanno "urgentemente bisogno e che il punto di passaggio di Kerem Shalom venga riaperto a questo scopo". Macron ha inoltre incitato il premier israeliano ad "assumere le misure necessarie per porre un termine alle violenze perpetrate dai coloni contro i civili palestinesi in Cisgiordania". Ricordando "l'attaccamento della Francia alla sicurezza di Israele", Macron ha espresso "ancora una volta la solidarietà della Francia ad Israele nella lotta al terrorismo". Il leader transalpino ha inoltre "ricordato che la liberazione di tutti gli ostaggi ancora detenuti a Gaza, tra cui quattro connazionali (francesi, ndr) è una priorità assoluta". Macron e Netanyahu - si conclude nella nota diffusa dalla presidenza francese - hanno ''infine parlato di Libano: il presidente ha insistito sulla piena attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ha ricordato gli sforzi perpetui della Francia affinché l'Iran e le forze ad esso affiliate si tengano alla larga dal conflitto" in Medio Oriente.


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Benyamin Netanyahu


Blinken: “Sui civili divario tra ciò che Israele dice e risultati”
Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, afferma che esiste “un divario” tra ciò che Israele si è impegnato a fare per proteggere i civili palestinesi e i risultati ottenuti finora da quando ha iniziato le intense operazioni militari contro Hamas nel sud della Striscia di Gaza. Per Blinken resta “imperativo” che Israele faccia di più per garantire che i civili non vengano uccisi o feriti mentre cerca di sradicare Hamas da Gaza. “Mentre ci si trova da quasi una settimana in questa campagna nel sud e dopo la fine della pausa umanitaria, è imperativo, rimane imperativo, che Israele si impegni nella protezione dei civili”, ha detto Blinken ai giornalisti in una conferenza stampa congiunta a Washington con il ministro degli Esteri britannico David Cameron. “E rimane un divario” tra “l’intento di proteggere i civili e i risultati effettivi che stiamo vedendo sul campo”. Come Macron, con Netanyahu ha parlato anche Joe Biden. A Gaza - ha affermato - “è importante un flusso continuo e sostenuto di aiuti umanitari”: bene la decisione di Israele di garantire forniture di carburante “soddisfacenti” ma “è urgente fornire molta più assistenza a tutti i livelli” ed “è fondamentale la necessità di proteggere i civili e di separarli da Hamas, anche attraverso corridoi che consentano alle persone di spostarsi in sicurezza”. Biden ha inoltre ribadito “la sua preoccupazione per le violenze commesse contro i palestinesi” in Cisgiordania. In West Bank, infatti, cinque palestinesi sono stati uccisi - ed altri feriti - in scontri con l’esercito israeliano nel campo profughi di Al-Fara, a sud di Tubas, nei pressi di Nablus in Cisgiordania. Lo ha riferito l’agenzia Wafa che cita fonti mediche. Le stesse fonti hanno sostenuto che “i soldati dell’occupazione hanno cercato di impedire alle ambulanze della Mezzaluna Rossa di raggiungere i feriti”. L’esercito israeliano al momento non ha dato ancora la sua versione dei fatti. Mentre a Gaza è stato ucciso, sotto le bombe, Refaat Alareer (44 anni), giovane accademico e poeta palestinese. Lo hanno annunciato sui social i suoi amici. Alareer - considerato uno dei leader della generazione dei nuovi autori della Striscia - insegnava all’Università islamica di Gaza e componeva le sue opere in inglese.


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Le Nazioni Unite a New York © Imagoeconomica


Il Consiglio di sicurezza Onu si riunisce per votare richiesta cessate il fuoco
Nel frattempo a New York il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà nelle prossime ore in seguito a una richiesta straordinaria del Segretario generale Antonio Guterres per votare una risoluzione messa a punto dagli Emirati arabi uniti con la richiesta di un cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza. Mercoledì Guterres aveva invocato l’articolo 99 della Carta delle Nazioni Unite secondo cui il Segretario generale ha la facoltà di portare all’attenzione del Consiglio “un qualsiasi tema che nella sua opinione minaccia il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”, un passo che nessuno nella sua posizione aveva mai fatto negli ultimi decenni.
Ma gli Usa hanno già chiarito quale sarà la loro posizione. “Mentre gli Stati Uniti sostengono fermamente una pace duratura, in cui sia israeliani che palestinesi possano vivere in pace e sicurezza, non sosteniamo le richieste per un cessate il fuoco immediato”, ha detto l’ambasciatore americano all’Onu Robert Wood durante la riunione del Consiglio di Sicurezza, assicurando che gli Usa faranno “il possibile per liberare tutti gli altri ostaggi”. “Ciò non farebbe altro che gettare i semi per la prossima guerra, perché Hamas non ha alcun desiderio di vedere una pace duratura e una soluzione a due Stati”, ha aggiunto.

Salgono a 93 i soldati israeliani uccisi nella Striscia di Gaza
L’esercito israeliano ha annunciato la morte di altri due soldati - riservisti - uccisi in combattimento a Gaza. Secondo stime dei media, dall’inizio dell’operazione di terra nella Striscia, il totale è ora di 93 soldati uccisi.
I soldati della 98/a Divisione israeliana, intanto, continuano “a combattere nell’area di Khan Yunis, una roccaforte principale” di Hamas. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui le truppe “hanno eliminato decine di terroristi, condotto ricerche e distrutto tunnel”. La 7/a Brigata - ha spiegato - ha “cominciato le operazioni per rompere le linee di Hamas, centrando decine di posizioni e di posti di osservazione nemici. I soldati hanno anche fatto irruzione nella postazione militare del Battaglione ‘Dir al-Balah’ e localizzato armi e intelligence”.

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