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Una documentata inchiesta del quotidiano smentisce la menzogna del missile palestinese difettoso usato come prova dall’esercito israeliano

Dopo Al Jazeera anche il New York Times ha smontato la versione di Israele secondo cui la tragedia all’ospedale Al Ahli (morti 471 civili tra personale medico, pazienti e sfollati) sarebbe stata provocata da un missile palestinese malfunzionante accidentalmente caduto sulla struttura.
Secondo il New York Times quello che l’esercito israeliano ha identificato come un “razzo puntato su Israele” che “ha fatto cilecca ed è esploso” quasi in contemporanea con l’esplosione dell’ospedale Al-Ahli di Gaza in realtà “non è mai stato vicino all’ospedale”. Non solo: “È stato lanciato da Israele, non da Gaza, e sembra essere esploso sopra il confine tra Israele e Gaza, ad almeno due miglia” dalla struttura. A questa conclusione è arrivato il team di Visual Investigation del New York Times al termine di un’inchiesta condotta da sette persone - Aric Toler, Haley Willis, Riley Mellen, Alessandro Cardia, Natalie Reneau, Julian E. Barnes e Christoph Koettl - con il supporto di altri tre cronisti (Hiba Yazbek, John Ismay e Yousur Al-Hlou).
La conclusione dell’autorevole quotidiano statunitense è dirompente perché, pur non entrando nel merito di cosa (e lanciato da chi) abbia provocato l’esplosione e ritenendo ancora “plausibile” il razzo palestinese, “complica” la ricostruzione ufficiale fornita dalle Forze armate israeliane, basata sui video disponibili dei momenti immediatamente precedenti all’esplosione che, secondo Hamas, ha provocato “centinaia di vittime”. Una ricostruzione, quella dell’Idf, sposata anche dall’intelligence Usa, e ribadita dal portavoce dell’esercito anche in interviste con Cnn, Bbc e India Today. “Numerosi media - rimarca il New York Times - hanno mostrato il filmato e molti lo hanno citato come prova che un razzo palestinese ha colpito l’ospedale”. Ma il quotidiano newyorchese - che negli scorsi giorni si era scusato per la copertura nelle ore successive all’evento - ha concluso che il razzo visibile in quei filmati è stato “lanciato da Israele, non da Gaza” ed è esploso lontano dalla struttura.
Il Times, si legge nella lunga inchiesta, “ha sincronizzato le riprese di Al Jazeera con altri cinque video girati contemporaneamente, comprese le riprese di una stazione televisiva israeliana, Channel 12, e di una telecamera Cctv a Tel Aviv”. I video “fornivano una visione del missile da nord, sud, est e ovest”. A quel punto il team investigativo del Nyt ha usato “immagini satellitari per triangolare il punto di lancio” e “ha stabilito che il proiettile è stato lanciato verso Gaza da vicino alla città israeliana di Nahal Oz poco prima” dell’esplosione nel parcheggio dell’ospedale. Il quotidiano statunitense “non è in grado di identificare in modo indipendente il tipo di proiettile che è stato lanciato da Israele, sebbene sia stato lanciato da un’area nota per avere un sistema di difesa Iron Dome”, si legge nell’inchiesta.
Secondo l’esercito israeliano gli intercettori dell’Iron Dome non vengono lanciati su Gaza e “in effetti il missile visto nel video potrebbe non essere entrato” nella Striscia. L’esercito ha anche “dichiarato che l’Iron Dome non ha sparato ad alcun intercettore nel momento e nell’area in questione”. Il Times specifica che quel missile “molto probabilmente (…) non è quello che ha causato l’esplosione in ospedale” e la scoperta “non spiega cosa abbia effettivamente causato l’esplosione all’ospedale Al-Ahli Arab, o chi ne sia responsabile”. Le accuse lanciate da Israele e dall’intelligence Usa “secondo cui la colpa è del fallito lancio di un razzo palestinese rimane plausibile” ma l’analisi “mette in dubbio una delle prove più pubblicizzate che i funzionari israeliani hanno utilizzato per sostenere la loro causa e complica la narrativa semplice che hanno portato avanti”. Tuttavia, è anche vero che l’ospedale cristiano apostolico Al Ahli era stato già danneggiato da munizioni israeliane e nella mattina del bombardamento da munizioni israeliane. Inoltre, lo stesso neo-portavoce social di Benjamin Netanyahu, Hananya Naftali, subito dopo la strage aveva scritto in un tweet: “Le forze aeree israeliane hanno colpito base terroristica di Hamas all’interno di un ospedale a Gaza, un alto numero di terroristi sono morti. Spezza il cuore il fatto che Hamas stia lanciando razzi da ospedali, moschee, scuole e usi i civili come scudi umani”. Il tweet era poi stato velocemente rimosso, sostituito da un altro in cui si parlava invece di “misteriosa esplosione a Gaza”.

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