L’ex cassiere del Cavaliere: “Se mi dice ‘Fai bonifico di tot’, non batto ciglio”. I magistrati al lavoro per ricostruire le movimentazioni sospette di B.

Giuseppe Spinelli (in foto), 82 anni, è un noto ragioniere ma è soprattutto l’uomo che custodisce i segreti finanziari del defunto Silvio Berlusconi e fino alla sua scomparsa ha tenuto le chiavi delle holding di famiglia. Ha seguito la sua amministrazione personale, è presidente dell’Immobiliare Idra, proprietaria degli immobili di famiglia; presiede le quattro Holding di proprietà di Silvio Berlusconi, ed è amministratore delegato delle due Holding di proprietà di Marina e Piersilvio. Spinelli è una sorta di deus ex machina dell’impero economico del Cavaliere. Proprio per il suo ruolo fondamentale ricoperto dietro le quinte del regno dell’ex premier, i magistrati della procura di Firenze che indagavano (prima della sua morte) Berlusconi e indagano il senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri quali mandanti esterni delle stragi del 1993 lo hanno iscritto nella lista dei testimoni e interrogato il 15 novembre 2021.

I pm Luca Turco, Luca Tescaroli e Lorenzo Gestri il 5 luglio scorso hanno disposto una perquisizione contro Dell’Utri (condannato per concorso esterno in mafia, pena scontata) al quale contestano anche di avere omesso la comunicazione (prevista per i condannati come lui dalla legge Rognoni-La Torre) delle elargizioni più recenti di Berlusconi: “Tra il 19 maggio 2021 e il 14 gennaio 2022, (…) cinque bonifici in entrata di 90mila euro cadauno, per un ammontare complessivo di 450mila”. E ancora poi, fino a luglio scorso, “l’erogazione di 30mila euro mensili da corrispondere ogni sei mesi per un corrispettivo di volta in volta di 180 mila euro”. I pm ipotizzano inoltre che “le erogazioni costituiscano la contropartita a beneficio di Dell’Utri per le condanne patite e il suo silenzio nei processi penali che lo hanno visto e lo vedono coinvolto, così anche corroborando l’ipotesi del suo coinvolgimento nel concorso in strage”. Quando i legali dell’ex braccio destro palermitano di Berlusconi hanno impugnato il decreto di perquisizione, i pm hanno depositato il verbale di Spinelli al Tribunale del Riesame.

Davanti ai magistrati Spinelli ha spiegato quelle che sono le sue mansioni: “Seguo l’amministrazione del dr. Berlusconi, sono presidente dell’Immobiliare Idra, proprietaria di immobili di famiglia; sono presidente delle Holding prima, seconda, terza ed ottava di proprietà di Berlusconi; sono Ad delle Holding quarta e quinta di proprietà dei figli del dr. Berlusconi, Marina e Piersilvio”.

Spinelli si occupava delle elargizioni del Cavaliere, era con lui che Berlusconi si interfacciava quando quest’ultimo doveva fare regali e donazioni. E tra questi compariva anche Dell’Utri, al quale Berlusconi ha lasciato 30 milioni di euro secondo testamento. “Alla fine degli anni ’80 il dr. Berlusconi fece una serie di donazioni notarili a varie persone tra cui Dell’Utri, Bernasconi, Confalonieri e il cugino (di B.) Foscale; erano donazioni in favore dei principali responsabili che avevano procurato lo sviluppo di Fininvest. Dopo le donazioni, fui incaricato dal dr. Berlusconi di effettuare bonifici in favore del dr. Dell’Utri, con la causale prestito infruttifero; ma i prestiti non sono mai stati restituiti”. Spinelli ha precisato di non aver “mai operato trasferimenti di denaro contante in favore di Dell’Utri”.

La procura di Firenze è interessata a capire bene le movimentazioni di denaro che hanno riguardato Dell’Utri. I magistrati lo accusano di trasferimento fraudolento di valori in concorso con la moglie Miranda Ratti, alla quale Silvio Berlusconi avrebbe bonificato 500mila euro, con la causale di prestito infruttifero, “al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione”, scrivono i magistrati. Inoltre Dell’Utri è accusato di aver omesso di comunicare le “variazioni patrimoniali”, in particolare bonifici ricevuti da Berlusconi per quasi un milione di euro nell’arco di nove mesi fra il 2021 e il 2022. La Dia aveva rilevato alcune operazioni anomale a favore di Dell’Utri e i pm di Firenze stanno indagando su un flusso finanziario intercorso tra i due.

Una continuità di elargizioni, sempre secondo la Dia, "sicuramente connessa a un riconoscimento anche morale, l'assolvimento di un debito non scritto, la riconoscenza, per quanto riguarda l'ultimo periodo", dovuta all'ex senatore "per aver pagato un prezzo connesso alla carcerazione, senza lasciarsi andare a coinvolgimenti di terzi". Insomma, perché non ha parlato ai pm. E così, negli atti che accompagnano la consulenza tecnica di oltre 500 pagine sulle operazioni “anomale”, si citano le parole "ricatto", "copertura", "colpa" e "danno”. Tornando a Spinelli, i magistrati gli hanno ricordato le segnalazioni di operazioni sospette per le “significative erogazioni a favore di Dell’Utri e della moglie Miranda Ratti e del figlio Marco Jacopo Alessandro Dell’Utri da parte di Berlusconi; si tratta di segnalazioni di movimentazioni per una somma di 32.768.994,00 di euro dal 2011 al 2021. Spinelli ha spiegato trattarsi “di richieste di aiuto da parte della moglie di Dell’Utri, dovevano pagare gli avvocati ed altre spese”.

Ma alla domanda se Berlusconi in quarant’anni non gli abbia mai rappresentato che poteva ricevere un danno d’immagine dando così tante somme di denaro a Dell’Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, Spinelli ha risposto dritto: “Questi argomenti non li tocco con lui. Sono il classico ragioniere… la mia preoccupazione è non fargli spendere più del necessario, ma se lui mi dice: ‘Fai un bonifico di tot’, non batto ciglio. Ho puntato soprattutto sulla mia onestà nei suoi confronti, di essere trasparente, prudente, senza entrare mai nel merito, se non mi veniva richiesto”.

I magistrati della Dda di Firenze quindi chiedono a Spinelli di riferire in merito al suo ruolo rispetto all’accordo raggiunto di recente riguardo alla corresponsione di denaro da parte di Berlusconi a Dell’Utri. “Berlusconi, in passato, ha acquistato la villa di Dell’Utri (Villa Comalcione sul lago di Como, comprata per 21 milioni nel 2012 ndr) poiché questi aveva necessità immediata di risorse economiche, con impegno a corrispondergli l’eventuale maggior prezzo derivante dalla successiva rivendita dell’immobile”, ha spiegato il ragioniere. “Recentemente è stato raggiunto un accordo tra Berlusconi e Dell’Utri che prevede la corresponsione di 30 mila euro mensili, peraltro date trimestralmente”. Dunque per Spinelli, poiché Villa Comalcione è stata venduta a un prezzo più alto di quello dell’acquisto da Dell’Utri, Berlusconi gli avrebbe pagato la differenza.

Tra le varie cose la Dda di Firenze ha chiesto al ragioniere informazioni su villa Minerva a Punta Volpe, venduta nel 2006 a un magnate russo ma che era stata data in locazione dalla società proprietaria, amministrata da Spinelli, nei primi anni ’90 a Pubblitalia, al tempo amministrata da Dell’Utri. L’immobile ha catturato l’attenzione dei magistrati dopo le dichiarazioni di Salvatore Baiardo - tutte da riscontrare - circa la permanenza in una villa stante nelle vicinanze dei fratelli Graviano, i due fratelli mafiosi di Brancaccio condannati per le stragi di mafia che Baiardo aiutò nella loro latitanza.

I pm hanno chiesto a Spinelli spiegazioni su “un contratto di locazione tra la società Minerva Finanziaria srl, da lei rappresentata, proprietaria di villa Minerva, e la società Pubblitalia 80 spa; locazione durata dal 1991 al 1996; riferisca il perché di tale contratto”. Spinelli ha risposto che “la società Minerva era di proprietà della ex moglie del dr. Berlusconi (Veronica Lario, ndr), la quale era molto amica della sig.ra Ratti; credo che questa locazione sia stata determinata da questa amicizia; per quanto ne so la villa è stata utilizzata da Dell’Utri e dalla moglie, non sono al corrente di chi abbiano ospitato. Tale villa è stata poi venduta”.

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