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È passato oltre un mese senza Mia Kataleya Chiclio Alvarez, la bimba peruviana di 5 anni scomparsa nel primo pomeriggio del 10 giugno dal cortile dell'ex hotel Astor di Firenze, in via Maragliano, dove viveva con la famiglia insieme ad oltre un centinaio di persone che avevano occupato la struttura. Della piccola Kata, come la chiamano i familiari, nessuna traccia.
L'inchiesta è nelle mani della Procura di Firenze, in particolare del procuratore aggiunto Luca Tescaroli. "Le indagini su Kata sono sempre in corso e continua anche l'analisi delle telecamere cittadine" ha detto il procuratore aggiunto che segue il caso con i pm Christine Von Borries e Giuseppe Ledda, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano delle indagini.
Si ipotizza il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione. Ma non si esclude neppure la pista della pedofilia. E si cerca anche la via di fuga: forse chi ha preso Kata è passato dal retro della struttura.
Gli inquirenti hanno visionato tutti i filmati delle telecamere di videosorveglianza intorno all'ex albergo occupato e degli oltre 1.500 impianti della città.
L'ultima immagine di Kata è quella ripresa da una telecamera che punta sul lato di via Boccherini dell'edificio. La bambina prima esce con alcuni bambini, tra cui suo fratello, ma subito rientra (ore 15.01); poi alle 15.13 viene inquadrata mentre scende verso il cortile. Dopo di che inizia il mistero: la piccola sembra svanita nel nulla. Quel sabato in cui Kata sparisce, la mamma Kathrina Alvarez rientra nella sua stanza all'ex Astor alle 15.45, ma non va subito a cercare la figlia nel cortile, e la prima telefonata per chiedere aiuti parte alle 18.41. La denuncia di scomparsa viene formalizzata alle 20.30. Da quel momento il caso è aperto. Il lunedì successivo il padre della bimba, Miguel Angel Romero Chicllo viene scarcerato da Sollicciano, dove era rinchiuso da marzo per furto. Con la moglie Kathrina verrà sentito più volte dagli investigatori e la coppia si presenterà anche spontaneamente dai pubblici ministeri che conducono le indagini per chiarire dettagli. Il 17 giugno l'ex albergo è completamente sgomberato dagli occupanti, soprattutto peruviani e romeni. Ma di Kata, cercata in ogni anfratto dai reparti speciali dei carabinieri, nessuna traccia.
Nel frattempo i genitori non si rassegnano. "Aiutateci a trovare nostra figlia, qualcuno l'ha portata via", ha ripetuto la madre.
Sicuramente sono stati fatti dei passi in avanti" ha detto Tescaroli. "Tutte le tecniche investigative che sono a disposizione della Direzione Distrettuale antimafia vengono impiegate" ha ribadito il magistrato al Tg2.
"Il momento centrale è rappresentato dalle analisi di quanto le telecamere contengono. Tant'è che attraverso la visione dei filmati si è arrivati ad individuare il condominio attiguo all'hotel Astor, pieno di cittadini peruviani che sono risultati in contatto con gli occupanti dell'hotel Astor. È un elemento che aiuta il percorso investigativo in atto".
L'hotel occupato "è il punto di partenza" ha detto, "come del resto le attività delittuose che vi ruotano attorno”.
Qualcuno sa e non ha parlato? "È una ipotesi plausibile".

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