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Aperto fascicolo per minaccia grave e violenza: si è trattato di un avvertimento?

La procura di Genova ha aperto un fascicolo, a carico di ignoti, per minaccia grave e violenza a pubblico ufficiale dopo il ritrovamento di un pacco sospetto davanti alla casa del procuratore aggiunto Luca Tescaroli a Firenze. Il pacco, contenente batterie per la ricarica di microcar elettriche da cui fuoriuscivano fili neri, era stato rinvenuto lunedì mattina dagli uomini di scorta del magistrato davanti al portone di casa. Immediatamente sono stati allertati gli artificieri. A indagare sulla vicenda sono i colleghi genovesi, competenti per territorio per i reati che riguardano i magistrati toscani.

Resta da capire perché è stato lasciato davanti alla casa del magistrato. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso due uomini abbandonare la scatola durante la notte tra domenica e lunedì. Uno di loro avanza fino al fondo della via, si guarda attorno, controlla che non arrivi nessuno. L’altro appoggia a terra il contenitore e si dileguano. Alle 8 del lunedì scatta così l’allarme. Il pacco, che in un primo momento sembra essere innocuo, viene comunque fatto brillare dagli artificieri con l’ausilio di un robot.

Il procuratore capo di Genova ha preso in carico il caso. Si cercherà di far luce su quello che appare in queste ore, visto il comportamento circospetto dei due uomini, di un gesto volontario. E non di un abbandono casuale. La procura genovese indaga per minacce. Si cercherà di capire se si sia trattato di un atto intimidatorio, un avvertimento.

Tescaroli è titolare, insieme al procuratore facente funzioni Luca Turco, dell'inchiesta sui mandanti occulti delle stragi del '93-'94 oltre ad aver condotto numerose e delicate inchieste sulla mafia, da Capaci a Mafia Capitale, passando per il fallito attentato dell’Addaura al giudice Giovanni Falcone. Si è occupato, tra gli altri, di inchieste su aziende del pronto moda gestite da imprenditori cinesi. Non ultimo, sta coordinando anche le indagini sulla scomparsa della piccola Kata.

Foto © Imagoeconomica

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