Le interviste di Nicola Gratteri e Giuseppe Cascini su 'Il Fatto Quotidiano' e 'La Repubblica'

Quando Giorgia Meloni si è insediata, ha indicato la lotta alla criminalità organizzata come una delle priorità del suo governo. Nonostante io non sia più un ‘giovane magistrato’, ci avevo creduto: ma evidentemente ho sbagliato”. Così il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri in un intervista pubblicata oggi su 'Il Fatto Quotidiano' a firma di Gianni Barbacetto. Il magistrato ha rimarcato poi il fatto che la collettività ha bisogno di un impegno serio "per adottare, anche a livello europeo, leggi idonee a contrastare" a contrastare il fenomeno della corruzione. L'attuale ministro della giustizia, tuttavia, ha voluto prendere una direzione diametralmente opposta, arrivando addirittura a voler abolire le intercettazioni per un gran numero di reati.

“Le intercettazioni - ha continuato Gratteri - sono un fondamentale e insostituibile mezzo di ricerca della prova. E non solo per il contrasto alla criminalità organizzata, ma anche per il contrasto alla criminalità comune, soprattutto in materia di reati contro la Pubblica amministrazione. Limitare l’uso delle intercettazioni ha un solo effetto: ostacolare la lotta alla criminalità, impedendo che sistemi come quello del cosiddetto Qatargate (al di là delle singole responsabilità che dovranno essere vagliate) vengano scoperchiati; significa non volere stare dalla parte dei cittadini onesti".

Dello stesso parere è anche il consigliere togato del Csm Giuseppe Cascini, come si apprende da un intervista su 'Repubblica' a firma di Lilina Mirella:  "Le indagini sulla corruzione sono difficili quanto quelle di mafia perché si fondano sul patto occulto e omertoso tra chi dà e chi riceve. Senza intercettazioni ambientali e telematiche sarà impossibile investigare sulla corruzione e scoprire i reati".

Nordio vorrebbe anche togliere l'uso del Trojan per la corruzione, cancellare l'abuso d'ufficio e il traffico di influenze. "Mi sembrano dichiarazioni eccessive, imprudenti, e anche del tutto intempestive - ha rimarcato Giuseppe Cascini su 'Repubblica' - visto lo scenario di inquinamento corruttivo delle istituzioni europee che un'indagine fatta proprio di intercettazioni sta rivelando a tutti noi. Le intercettazioni sono uno strumento irrinunciabile per le indagini, sostituire quelle giudiziarie, che sono garantite dal controllo del giudice, con quelle preventive rischia di ridurre le garanzie di libertà dei cittadini. Il problema della diffusione indebita è stato già affrontato dalle riforme Orlando - Bonafede che hanno dato buoni risultati. Ipotizzare di ridurre le intercettazioni non vuol dire tutelare la privacy ma semplicemente non fare più indagini".


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Il consigliere togato del Csm, Giuseppe Cascini © Imagoeconomica


Secondo Carlo Nordio il motivo per cui bisognerebbe limitare le intercettazione è riconducibile al costo eccessivo: ma "tra tutti i mezzi di ricerca della prova, al netto, è quello meno caro, oltre a essere quello che assicura la raccolta “del dato” nella forma più oggettiva - ha detto Gratteri su 'Fatto' - Qualche anno fa, grazie a una commissione istituita proprio presso il ministero della Giustizia, della quale ho fatto parte, si è giunti ad accordi che hanno consentito di abbattere moltissimo i costi delle intercettazioni. Se si vuole risparmiare denaro, anzi se si vuole recuperare denaro, ci sono ben altri modi. Se il ministro vuole, potrà facilmente verificare che le spese maggiori non sono quelle per le intercettazioni, ma quelle per la custodia dei beni sequestrati, quelle per i risarcimenti dovuti a causa della irragionevole durata del processo, quelle per le amministrazioni giudiziarie e molte altre sulle quali non solo bisognerebbe intervenire, ma sarebbe doveroso intervenire. Ma di questo nessuno parla".

"Mentre gli altri Paesi vanno avanti, noi decidiamo di fare passi indietro, addirittura limitando le intercettazioni. Ma come si pensa di contrastare la criminalità? Si dice tanto che si vuole tornare alle indagini tradizionali. Ma secondo voi, per esempio, la corruzione si prova con accertamenti bancari o documentali? Oggi, contratti di consulenza regolarmente fatturati possono mascherare fenomeni di corruzione. Senza intercettazioni come provo gli accordi tra le parti? Come pensate che abbiano operato i magistrati belgi? Con le indagini tradizionali?

Campagne denigratorie contro i pm
Secondo il magistrato calabrese vi è in Italia una "continua colpevolizzazione e demonizzazione del pubblico ministero. Sono veramente stanco di sentire questi continui attacchi ai pm come se lo scopo delle Procure fosse quello di andare alla ricerca di gossip e raccogliere notizie da pubblicare sui giornali, dimenticando che i pm chiedono e i giudici decidono se intercettare, e quindi esiste un vaglio per il lavoro dei primi. In magistratura, come in tutte le categorie, c’è la mela marcia, ma questa è la patologia. Procure e Tribunali lavorano seriamente per contrastare la criminalità e per dare giustizia, senza guardare in faccia a nessuno".
E poi ancora: i problemi mai risolti inerenti alla macchina della giustizia: per prima cosa occorre "riempire gli organici dei magistrati, dei cancellieri, delle forze di polizia. Oltre a questo, moltissime altre riforme si possono adottare, la maggior parte a costo zero. Ma sono anni che le enumero e sono anni che nessuno mi ascolta. Non credo, quindi, che sia utile ripeterle ancora".

Cascini: “Ergastolo ostativo? Occasione persa”
"La mia opinione è che la riforma dell'ergastolo ostativo sia stata un'occasione persa - ha detto il magistrato - Secondo me si dovrebbero limitare le norme che escludono i benefici ai soli reati di mafia e di terrorismo perché solo per questi si può giustificare in assenza di collaborazione una presunzione di pericolosità, che può essere vinta solo con una rigorosa prova contraria. Il governo e il Parlamento invece hanno scelto di lasciare nello stesso regime tutta una serie di reati, come la violenza sessuale o il contrabbando doganale o la rapina, che poco o nulla hanno a che fare con il fenomeno mafioso. E poi, in sede di conversione, hanno tolto solo i reati di corruzione, che se vogliamo, da questo punto di vista, per il loro carattere sistemico e per i vincoli di omertà che li connotano, sono quelli che più si avvicinano a quelli di mafia. Si tratta davvero di un pessimo segnale che l'Italia dà proprio mentre le indagini in Europa ci dimostrano quanto sia pervasivo e pericoloso il sistema corruttivo".

Fonte de 'La Repubblica': repubblica.it

Fonte de 'Il Fatto Quotidiano':  ilfattoquotidiano.it

Foto di copertina © Deb Photo

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